Mai stati così tanti bambini a sventolare la bandiera, cantare l’inno e rispondere “presente” ai nomi dei caduti, per la cerimonia del 4 novembre. Erano più di 60 delle scuole primarie, insieme alla banda Verdi, i docenti del Comprensivo Gramsci Rodari, e tutte le autorità, mentre il sindaco Michele Cossa poneva una corona sulla targa dedicata ai caduti della prima guerra mondiale in via Parrocchia, e sul monumento ai caduti di tutte le guerre in piazza Rinascita.
«I nomi sulla pietra sono parte della nostra storia. Non c’è un paese della Sardegna che non abbia pagato il proprio tributo di sangue», ha commentato il sindaco, che ha rivolto anche un pensiero ai quattro militari morti in elicottero in Bosnia: «Il 4 novembre serve a ricordare soprattutto ai ragazzi che la libertà e la democrazia sono conquiste pagate a caro prezzo». «Una lezione importante di educazione civica sul territorio», ha dichiarato l’assessora all’Istruzione Paola Secci.
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