Il momento forse più profondo giunge a metà di una celebrazione sicuramente attesa e ben riuscita, come testimonia il foltissimo pubblico capace di riempire, forse come non mai, il monte granatico in occasione della celebrazioni dei cento anni dal Nobel a Grazia Deledda: Alma Piscedda disvela il volto, ornato dal classico scialle, di una Grazia Deledda da lei tratteggiato con il puntinismo tramite un prezioso ricamo su lino bianco, e, sedendosi tra il pubblico, avvia un intimo dialogo con l’insigne scrittrice nuorese alla quale dà voce (fuori campo) Antonella Corda.
«Ho voluto intitolare il ritratto “Sa femmina chi ari donnau sa bosci a su bentu” - ha spiegato - per ricordare le tante donne che come lei, ancora oggi, parlano senza venire mai ascoltate». L’applauso, scrosciante, è uno solo dei tanti che accompagnano “Cerchio Madre”, progetto nel quale l’associazione “I fili emozionali di Alma (in collaborazione con le associazioni Francesco Lamieri e Circhiòla) ha inteso fondere letteratura, poesia, teatro e ricamo per omaggiare quella che è tutt’ora l’unica donna italiana ad aver ricevuto il premio Nobel per la Letteratura. Nata da un’idea della vice presidente Antonella Corda, la celebrazione ha impegnato una trentina di socie dell’associazione nel dar voce e significati profondi alle emozioni universali capaci di identificare i capolavori della scrittrice. Ogni emozione trova quindi eco in un romanzo, in un personaggio, in un destino, tramite citazioni e brani. Ecco allora che da “La Madre” prende forma l’amore, la stima permea le pagine di “Elias Portolu”, la paura emerge da ogni frase di “Cenere” e, tra le altre, il destino rappresenta appieno “Canne al vento”. Movenze, gesti, letture ed emozioni prendono forma attorno al Cerchio Madre (cerchio in lino con le emozioni ricamate al suo interno), centro della scena e metafora della resilienza delle protagoniste che vi si stringono attorno nei loro preziosi scialli per chiudere la scena così come all’inizio si era aperta. Un successo ripetuto anche con la proiezione del film “Grazia” (di Paola Columba) con il quale l’associazione Circhiòla ha riempito di pubblico l’auditorium. Prima del film il collegamento da remoto con la regista ed il produttore Fabio Segatori e l’ospitata dell’attrice Giulia Locci.
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