L’esercitazione

L’occhio di Grifone, una mano dal cielo per i più deboli 

A Tortolì la maxi simulazione interforze di ricerca e recupero 

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INVIATO

Tortolì. Filippo si è nascosto, ha paura. In pochi istanti il suo fragile mondo è andato in pezzi. É rimasto solo, tra le tombe dei giganti di Ósono, nelle campagne di Triei. I compagni non ci sono più e lui trema mentre la campagna brucia d’estate. Come aiutare chi non può chiedere aiuto? Filippo (lo chiameremo così) non grida, non sale su un’altura, non cerca di raggiungere il gruppo. All’improvviso un elicottero attraverso il cielo e si ferma sospeso a pochi metri da terra. Dalla sua pancia viene giù un uomo forte e gentile. Ha parole buone. Lo fa salire a bordo per un viaggio sicuro fino a casa.

La macchina

É uno degli scenari messi in atto ieri mattina nel corso dell’esercitazione Grifone 2026. La più importante attività Sar, search and rescue organizzata annualmente dall’Aeronautica Militare con il coordinamento a terra di Soccorso alpino e Vigili del fuoco. L’obiettivo è pianificare, coordinare e condurre operazioni complesse di ricerca e soccorso in un ambiente ostile e impervio.

Migliorare l’integrazione in caso in primis di incidente aereo ma anche di civili in difficoltà, come i disabili intellettivi oggetto del case study di ieri.

La cittadella

L’aeroporto di Tortolì, nel pieno della sua vocazione dual-use, civile militare, ospita in questi giorni una cittadella colma di tecnologia, professionalità, dedizione. Un campo pronto a qualsiasi scenario, otto elicotteri, 500 persone coinvolte. Ci sono Esercito, Aeronautica e Carabinieri, insieme a Polizia, Finanza, Guardia costiera e forza aerea spagnola. Per toccare con mano è arrivato il ministro alla Disabilità Alessandra Locatelli, in compagnia del prefetto di Nuoro Alessandra Nigro.

Artemis

Nel pomeriggio l’elicottero 139 B dell’Aeronautica, due motori da 3000 cavalli, 7 tonnellate, costruito da Leonardo, si alza dalla pista leggero e imponente. Nell’abitacolo custodisce un superpotere, il sistema Artemis, dispositivo di geolocalizzazione installato sugli elicotteri del 15° Stormo Sar. Trasforma l’elicottero in un’antenna mobile, capace di agganciare e localizzare un telefono cellulare acceso anche in zone remote o prive di copertura di rete. Lo scenario dell’esercitazione porta la squadra sull’altipiano sopra Talana, in cui grazie ad Artemis vengono individuati i resti di un velivolo e i sopravvissuti. Un esperto del soccorso alpino scende a terra per organizzare i soccorsi mentre l’occhio di Sauron (Artemis), riprende a scrutare la piana. Trenta gradi, non c’è una nuvola all’orizzonte, il Mediterraneo scintilla placido. Ma tutto in un attimo potrebbe cambiare. I ragazzi del Sar hanno visto il terremoto de L’Aquila e l’alluvione in Emilia Romagna, conoscono il cielo e sono pronti al peggio.

Il ministro Locatelli plaude agli obiettivi della giornata, tesi a tutelare le persone con disabilità intellettive. «Questo aspetto dà grande valore all’esercitazione, ed è uno dei punti cardine del documento finale del G7 firmato nel 2024 per la messa in sicurezza dei disabili nelle crisi climatiche e nei conflitti e nelle emergenze umanitarie. Mettiamo in pratica quanto vogliamo condividere con gli altri Paesi». L’aeroporto ha fatto la sua parte. «Fondamentale e funzionale il ruolo logistico di questa struttura – spiega il tenente colonnello Massimiliano Pierucci, Rescue coordination centre dell’Aeronautica - in cui noi simuliamo quanto davvero accade in casi di calamità naturale». A fare gli onori di casa il colonnello Giacomo Zanetti, direttore di Grifone e capo del Rescue centre. Con lui il generale ispettore capo Pietro Perelli, capo del corpo sanitario aeronautica.

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