Sport e inclusione: il binomio alla base dell’iniziativa benefica andata in scena ad Assemini sul campo “Coghinas”, dove si è svolta la seconda edizione del torneo di calcio a 7 “Calcio è solidarietà”. Un evento che ha visto protagoniste squadre composte da persone fragili e che seguono percorsi di inclusione sociale. Con loro in campo in ogni formazione un atleta dalla “Asd Gioventù Assemini calcio” e un agente del Reparto mobile della polizia di Cagliari.
Lo scopo
«L’obiettivo è promuovere la coesione sociale, abbattere le barriere relazionali e favorire una reale integrazione comunitaria attraverso i valori universali dello sport», il commento di Pier Paolo Casula, presidente della “Asd Gioventù Assemini calcio”. Il programma prevedeva un girone unico all’italiana con partite della durata di 25 minuti. Le prime due classificate si sono poi contese la finalissima.
Tra i club partecipanti c’erano il “Team Arieti di Gioventù Assemini”, il “La Torre Asd Carbonia”, i “Chimbemoros di Nuoro” e la “Accademy Vecchie glorie di Assemini”. Hanno vinto, se così si può dire, i “Chimbemoros di Nuoro”. A fine torneo ci sono state le premiazioni e un terzo tempo aperto a tutti i partecipanti, ai tifosi e alla cittadinanza.
La storia
Il progetto comincia nel 2019 e la squadra «vince il miglior progetto di calcio di quarta categoria di inclusione sociale in Italia», ricorda Casula, «eravamo l’unica società dilettante che aderiva a questo progetto: tutte le altre erano squadre di serie A e B che avevano preso in edizione le squadre paralimpiche».
Poi «nel 2023 siamo andati a Novarello in Piemonte a fare l’interregionale e nel 2024 abbiamo vinto la fase regionale».
La gioia
Ma «la soddisfazione maggiore in tutti questi anni è stata aver visto esordire in Seconda categoria un ragazzo della divisione calcio paralimpico sperimentale. Mi gratifica mettere a disposizione il mio tempo per le persone un po’ relegate ai margini della società. Vogliamo sempre aumentare la loro autostima». Del resto «i ragazzi che fanno lo sport riducono l’utilizzo dei farmaci del 30-40 per cento, non dimentichiamolo. È un dato statistico che ci ha fornito il centro studio mentale». (l. e.)
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
