Delitto a Carbonia

Lo accoltellano alla gola e bruciano il cadavere: orrore nel parco Rosmarino 

Giovanni Musu aveva 53 anni: il corpo trovato davanti a una telecamera comunale (spenta) 

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«Correte, c’è un incendio di sterpaglie in pineta». Una telefonata ai vigili del fuoco ha fatto scattare l’allarme a Carbonia nelle prime ore del mattino di ieri, ma nessuno poteva aspettarsi che, dietro quell’incendio, potesse celarsi l’ultima scena di un delitto efferato: avvolto dalle fiamme c’era il corpo di un uomo che qualcuno aveva appena ucciso con una coltellata alla gola.

L’allarme

Le fiamme avevano avvolto i vestiti dell’uomo, ma non avevano ancora raggiunto il viso, così è stato possibile riconoscere la vittima: si trattava di Giovanni Musu, un disoccupato di 53 anni di Carbonia, noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti di una vita complicata dalla quale stava cercando di affrancarsi prima di ricadere nel giro di cattive compagnie che sono state capaci di farlo finire in un vortice mortale concluso ai piedi della pineta di monte Rosmarino.

Non è ben chiaro – ma nemmeno escluso e sarà l’indagine aperta dai carabinieri della compagnia di Carbonia, guidata dal capitano Matteo Scarpino a chiarirlo - se il delitto sia stato commesso proprio nel luogo del ritrovamento del corpo. Si sa soltanto che sul corpo dell’uomo il medico legale ha riscontrato varie ferite di arma da taglio tra cui una vistosa coltellata alla gola che potrebbe essere stata la causa della morte. Una perizia autoptica completa, già disposta, dirà se l’uomo avesse assunto sostanze stupefacenti (sul posto c’erano alcune siringhe), ragione per cui il suo assassino (o assassini) potrebbe avere tentato di occultare il corpo col fuoco. Per farlo non sarebbe stato utilizzato liquido infiammabile ma piccoli innesti improvvisati, fatti con carta e frasche secche raccolte sul posto, ovvero all’inizio della salita che si incontra dopo essersi lasciati alle spalle l’ingresso di via Tirso del parco. Il corpo si trovava lungo la stradina che conduce al chiosco bar della pineta, a pochi metri da una telecamera pubblica che però è risultata essere spenta. In caso contrario avrebbe immortalato l’intera scena del delitto. Il fuoco era stato acceso in più punti ma l’umidità della notte e la pioggia leggera avrebbero impedito alle fiamme di aggredire del tutto il cadavere intorno al quale sono arrivati i carabinieri dopo che è stato accertato che per il poveretto non ci fosse più nulla da fare.

Le indagini

Alle prime luci dell’alba tutti gli accessi al parco erano già stati chiusi ed era già scattata la caccia all’uomo. Sul posto, con il capitano Scarpino e i militari del nucleo operativo e radiomobile, sono arrivati anche i militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cagliari, il sostituto procuratore Danilo Tronci e i militari del Ris. Sono iniziate le perquisizioni, sia nella casa dove risiedeva (poco lontano dalla pineta) Giovanni Musu, sia nelle abitazioni delle persone che, in base alle prime indagini, risultavano a lui vicine. Nella zona del ritrovamento del corpo sono arrivati i parenti della vittima, amici e conoscenti, poi raggiunti dal sindaco Pietro Morittu: «Una tragedia assurda che ha sconvolto la nostra comunità – ha commentato il primo cittadino – questo è un luogo amato e vissuto da moltissimi cittadini e auspichiamo che le forze dell’ordine riescano immediatamente a risalire ai responsabili. Quanto accaduto ci spinge a occuparci con più attenzione di certi casi critici presenti in città, situazioni di disagio e debolezza che purtroppo possono condurre a finali tragici».

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