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Lite Psd’Az, Solinas vuole il congresso Moro: prima si dimetta 

Partito sempre più spaccato, le sezioni chiedono la convocazione straordinaria 

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«Quando sento parlare di congresso straordinario confesso qualche difficoltà a capire se stiamo parlando di una richiesta effettiva e fondata oppure di ipotesi di fantasia formulate a mezzo stampa. Ma se è una richiesta seria, allora non capisco perché il segretario del Partito sardo d’Azione non fa l’unico passo che porterebbe automaticamente e inevitabilmente alla convocazione del congresso che dice di volere: basterebbe che si dimettesse e non ci sarebbero alternative».

Stanze non comunicanti

Antonio Moro è il presidente del Psd’Az, un partito non nuovo a spaccature e conflitti interni che però in questi giorni vive un travaglio drammatico anche per i suoi standard. Nella scorsa legislatura regionale esprimeva il presidente della Regione e otto consiglieri; in questa non ha rappresentanti in Consiglio regionale e il corpo del partito è dilaniato tra chi si schiera con il segretario Christian Solinas, che è appunto l’ex governatore, o con Moro. Non si può neanche dire che queste due anime litighino, perché non si parlano molto né si incontrano. Però si scrivono, dopo essersi riunite ciascuna con i propri aderenti. Spesso con uno scarto minimo sul calendario, che però segna una frattura politica sempre più significativa. Il 24 maggio Moro ha riunito a Orgosolo il sardismo diffuso e plurale dell’Atòbiu sardista per chiedere, come hanno fatto in una lettera aperta a Solinas anche sette ex leader del partito, «la ripartenza e il rilancio ideale del Psd’Az». Ma il giorno prima Solinas aveva riunito i suoi alla Fiera di Cagliari, e dall’iniziativa “Nois bi semus” era partita la richiesta a Moro di convocare entro settembre un congresso straordinario. Toni pacati, ma precisazioni puntute: «Non esistono due partiti sardi d’azione. Il Psd’Az è uno ed è qui».

A giorni alterni

Nei giorni scorsi, stesso schema. L’iniziativa è di Solinas, che venerdì ha scritto formalmente a Moro. Stavolta i toni sono più duri: il segretario archivia con fastidio l’iniziativa di «uno sparuto gruppo di non tesserati, di sedicenti simpatizzanti, di ex di ogni epoca e addirittura di espulsi in altri tempi» e inoltra al presidente del partito «la richiesta ai sensi e per gli effetti dell’art. 17 del vigente Statuto dei quattromori di oltre i due terzi delle sezioni regolarmente costituite del Partito per la convocazione del Congresso Straordinario», spiegando «che ben 37 su 53 di esse, pari al 70% degli iscritti» vogliono la convocazione anticipata delle assise sardiste, che teoricamente dovrebbero tenersi il 17 aprile del prossimo anno. E ieri Moro ha riunito a Siniscola l’Atòbiu - che ha approvato “Dae sas Cadenas a sos Caminos”, il manifesto di Orgosolo – e di ritorno dall’assemblea rispondeva a Solinas. A mezzo stampa e non per posta ordinaria, giacché «non ho ricevuto alcuna lettera». Ma visto che ne avrà sentito parlare, o avrà avuto modo di leggerla sui giornali e sui social, replicava: «Nel momento in cui le sezioni mi presenteranno a norma di statuto le richiesta di congresso anticipato, la valuterò con attenzione. Di certo non si può fare il congresso con il tesseramento ancora aperto, e quindi escludendo chi si iscriverà entro il 30 settembre». In chiusura, il suggerimento al segretario per ottenere per le vie brevi il congresso straordinario: «Basterebbe che si dimettesse e non ci sarebbero alternative».

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