Il confronto.

L’Italia guida il fronte per la riforma degli Ets 

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Bruxelles. L’invito a una revisione «equa» e «pragmatica», il monito a non sprecare «un’importante opportunità» per adattare il mercato europeo del carbonio alle sfide dell’industria. È un fronte compatto di dieci Paesi, guidati da Italia e Polonia, a chiedere all’Unione europea una riforma del sistema Ets che non penalizzi l’industria europea ma, anzi, coniughi «competitività e decarbonizzazione».

L’appello arriva mentre a Bruxelles sono in corso gli ultimi, frenetici, ritocchi alla revisione del sistema che dal 2005 fissa un prezzo alla CO2 degli impianti di energia elettrica e termica, dell’industria manifatturiera, dei voli commerciali e dal 2024 anche di parte del trasporto marittimo. La riforma, attesa venerdì, è destinata ad aprire nei prossimi mesi un confronto politico serrato tanto tra le capitali quanto all’Eurocamera. Necessaria, per i firmatari dell’iniziativa, «una revisione radicale» dei parametri di riferimento con cui si assegnano le quote gratuite per tutelare «la competitività» delle industrie, aumentando le assegnazioni gratuite per i comparti più esposti.

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