Assolto. Paolo Atzeni non si è dopato nel triathlon del Forte Village dello scorso ottobre: lo ha stabilito il Tribunale Nazionale Antidoping, rigettando le accuse della Procura per la positività al betametasone (200 nanogrammi) rilevata dopo la competizione. Il 44enne del Triathlon Cagliari adesso è felice: 28 giorni dopo l’udienza del 19 febbraio a Roma ha ricevuto un verbale che si chiudeva con una frase che gli è sembrata degna di un Bacio Perugina: “...esclude le responsabilità dello stesso in ordine all’addebito di cui sopra”. L’incubo è finito.
La vicenda
Atzeni spiega la positività: «Dopo la gara mi sono trattenuto un po’ vicino al traguardo, poi sono andato in zona transizione a recuperare le mie cose. Finalmente sono arrivato in camera e ho fatto ciò che farebbero tutti: la pipì, la doccia. Ho visto sul tavolo una pastiglia di antinfiammatorio e l’ho presa: dopo una settimana senza poter correre, finita la gara il tendine mi doleva. L’ortopedico mi aveva prescritto il Bentelan». A quel punto squilla il telefono: uno chaperon “distratto” gli comunica tardivamente (35 minuti) che deve sottoporsi all’antidoping. Da questo momento, gli orari fanno la differenza e per fortuna quelli delle chiamate risultano agli atti. La positività diventa da “in competizione” (in cui la sostanza è vietata) a “fuori competizione” (permessa). Questo è ciò che persuade il giudice a rigettare la tesi di colpevolezza della Procura. Un pasticcio in cui distrazione e piccoli errori hanno rischiato di inguaiare un innocente.
Il sollievo
Sui social molti “colleghi” l’avevano già massacrato: «E questo mi fa male, pensavo di aver dato un’altra impressione di me, quella di un atleta che da sette anni ci mette impegno e allenamenti massacranti». L’ironman cagliaritano si è appoggiato a chi credeva in lui: «La mia società, i molti amici veri». Cosa può rimproverarsi? «Solo il fatto di non conoscere i regolamenti alla perfezione. Non ho sbagliato, ma ora starò più attento». Ha temuto la condanna? «Sì: nel doping le assoluzioni sono rarissime ma il giudice è stato esemplare».
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