Una mostra che invita a rallentare. Con l’artista Lino Fois i pensieri diventano materia. C'è un mappamondo immaginato da Dio, ma anche un cubo di Rubik finalmente risolto. E c'è una confessione sospesa tra memoria e rimpianto. Sono tutte parte dell'essenza artistica di Lino Fois, o per meglio dire, dei suoi pensieri. Ed è così che nasce la sua nuova mostra personale dal titolo “Pensieri”, sino al 26 giugno alla Fondazione per l’arte Bartoli Felter di Cagliari.
Superman e temperini
Spiega la curatrice Elena Calaresu: «Lino Fois non esiste - o almeno, non nel modo in cui siamo abituati a pensare a un artista. Esiste Ada, esiste Superman, esistono le biglie e i temperini: personaggi, entità che abitano le sue opere e che attraverso di lui prendono voce». Una realtà è solo in apparenza lontana, eppure accomuna l'umanità: dall'immaginario al concreto, al quotidiano e al ricordo. È qui che Fois, nato a Sant'Antioco, si colloca nel mondo dell'arte, una figura difficile da classificare tra arti visive, scrittura, costruzione narrativa. Nella sua produzione, e nella mostra a Cagliari, le parole e le immagini convivono in un equilibrio astratto, eppure tangibile, tanto da far apparire l'artista come “inesistente”. Fois, con questa modalità, diventa intermediario discreto, narratore che unisce memorie e intuizioni. In “Pensieri” ogni lavoro nasce infatti dall'unione indissolubile tra oggetto e titolo; elementi essenziali dell'opera stessa. Le opere esposte sono assemblaggi di materiali diversi: quaderni, supporti in ottone, fotografie, legno, metalli, oggetti raccolti o da lui realizzati. E il significato è inatteso.
Titoli come anime
Ne sono esempio lavori come “Ecco, pensò Dio, come sarebbe stato il mappamondo se non ci fossi stato io”, oppure “Fatto, pensò Giovanni, così il cubo di Rubik riesco a risolverlo pure io”, fino a “Sono sicura, pensò Anna, se mamma avesse saputo non l'avrebbe mai fatto”. «Nelle composizioni di Fois il titolo non è un’etichetta appesa al muro, ma parte dell'opera stessa, ne è l'anima. Senza di esso, l'oggetto tace», precisa Calaresu. Aggiunge: «Il formato è spesso piccolo, quasi intimo. Guardare queste opere allena lo sguardo alla lentezza, alla cura, al soffermarsi», dice la curatrice. «Un antidoto gentile alla fretta di passare oltre senza nemmeno un punto di domanda».
La bio
Lino Fois è nato nel 1959 a Sant'Antioco e oggi vive e lavora a Quartu. Ha conseguito la laurea al D.A.M.S. all’università di Bologna con una tesi in Estetica dal titolo “Teorie e poetiche dell'off camera fotografico”. Negli anni Ottanta ha poi iniziato la sua personale ricerca nelle arti visive e, dal 2004, ha reso pubblico il suo lavoro attraverso esposizioni in mostre personali e collettive.
Dove e quando
La mostra cagliaritana è accompagnata da un catalogo con testo critico di Elena Calaresu, mentre la realizzazione grafica e la documentazione fotografica sono firmate da Francesco Carducci e Alessandro Madeddu. La mostra “Pensieri", promossa dalla Fondazione Bartoli Felter e ospitata nello spazio Temporary storing (via XXIX novembre 3 a Cagliari), è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19.30.
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