Il festival di letteratura giornalistica.

L’informazione è “Liquida”? Sì, ma studiare è fondamentale 

Israele, il caso Epstein, Cina-Occidente tra i temi in primo piano 

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Agli antipodi del bombardamento di titoli, delle raffiche di slogan e delle prese di posizione radicali che non portano mai a una maggiore conoscenza dei problemi. Ci sono temi che vanno affrontati come si faceva una volta: ascoltando chi li studia da anni, leggendo i libri di approfondimento.

“Liquida”, il festival di letteratura giornalistica, lo fa da 8 anni, alle spalle della basilica romanico-pisana di Saccargia, che con la sua alternanza di calcare bianco e basalto nero sembra suggerire che per comprendere bisogna sapersi mettere anche dall'altra parte. Inizia stasera alle 20 il festival organizzato dall'associazione Lìberos a stretto contatto con il Comune di Codrongianos. Con la collaborazione di Cooperativa Comes, sistema bibliotecario Coros Figulinas, Associazione Stampa Sarda e Pro Loco. Attualissimi i temi trattati sino a domenica: la questione israelo-palestinese, l'avanzata inesorabile della Cina, la crisi dei sistemi democratici asserviti al capitalismo, la libertà di stampa. Una ventina gli ospiti.

Il programma

L’apertura dell’ottava edizione sarà affidata allo storico israeliano Ilan Pappé con il libro “La fine di Israele” e al giornalista palestinese-americano Ramzy Baroud, autore de “L’ultima terra”, per un confronto sui destini del Medio Oriente e le vie per una risoluzione pacifica del conflitto. Alle 21.30 Riccardo Luna, affiancato da Serena Orizi, riflette sulle promesse tradite, le derive e le reali opportunità del mondo digitale a partire dal suo libro “Qualcosa è andato storto”. In chiusura Maria Elena Delia, autrice di “Global Sumud Flotilla”, ed Emanuela Pala che ha appena pubblicato il saggio “Ostinata umanità”. Domani alle 20 la consueta tavola rotonda a cura dell’Associazione Stampa Sarda, intitolata “Libertà di stampa vigilata”, che vedrà confrontarsi Giovanni Mari, autore di “Fascistissima”, e la presidente di Assostampa Simonetta Selloni. Alle 21 Carlo Verdelli insieme a Pietro Masala, presenterà “Il diavolo in tasca”, un’analisi sulla dipendenza da smartphone. Chiude Laura Silvia Battaglia che parlerà con Alberto Urgu del suo libro “I partigiani di Allah” . Sabato lo sguardo volge a Oriente con il saggio “La Cina spiegata all’Occidente” di Pino Arlacchi, affiancato da Filippo Isgrò. Alle 21 si parlerà di integrazione, identità e mutamenti sociali con Victoria Karam, autrice del saggio “Volti italiani”. Sara Lucaroni e Pino Casamassima presenteranno infine “America go away” e “Nella rete di Epstein”. La quarta e ultima giornata affronta i nodi dell’economia globale e della crisi climatica con i saggi di Lorenzo Tecleme “Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio” e “Guida rapida alla fine del mondo”. L'autore ne parlerà con Cristina Nadotti. A seguire il giornalista Goffredo Buccini con il saggio “Tyrannis”, incentrato sulla grande crisi delle democrazie iniziata al giro di boa del millennio. Il finale è affidato a Elena Testi che alle 22 presenterà “Genesi”, saggio in cui ricostruisce la preoccupante ascesa dell’estrema destra al potere in Israele, culminata nell’attuale coalizione di Netanyahu con gli esponenti ultranazionalisti Ben-Gvir e Smotrich.

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