Università.

L’informazione cambia ma resta centrale 

Sergio Zuncheddu agli studenti di giornalismo: «I valori? Qualità e reputazione» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

I giornali, i giornalisti, i lettori. Ma anche la tv, la radio, il web. In un confronto senza filtri sul ruolo dell’informazione. In via Trentino un gruppo di studenti, in presenza e in remoto, si è ritrovato a parlarne con l’editore de L’Unione Sarda, Sergio Zuncheddu. L’occasione un corso di laurea magistrale in Giornalismo e Informazione Web e, in particolare, durante una lezione di Etica della comunicazione tenuta dal docente Fabrizio Meloni. Sergio Zuncheddu ha sottolineato le qualità fondamentali per essere un buon editore e imprenditore: visione, determinazione e capacità di assumersi responsabilità. Due ruoli diversi ma accomunati dalla necessità di prendere decisioni difficili e di guardare al lungo periodo.

Un mondo che cambia

Ampio spazio è stato dedicato alle trasformazioni del sistema dell’informazione. Dalla crisi della carta stampata alla crescita del digitale, l’editore ha evidenziato come L’Unione Sarda stia affrontando questa fase di cambiamento puntando su innovazione e investimenti. «Il modello di business che dura da 137 anni per noi continua a funzionare, ma è in corso di superamento rispetto a ciò che accade nel mondo», ha spiegato. «Per questo cerchiamo continuamente di stare al passo con i tempi e con le esigenze del mercato. Siamo in un percorso: è una fase di turbolenza, come durante un volo aereo, ma tornerà il sereno». In questo scenario, un ruolo centrale è affidato ai giornalisti. «Sono uno degli elementi più importanti», ha sottolineato, evidenziando la necessità di figure sempre più multimediali, capaci di lavorare in sinergia tra carta, web, radio e televisione.

La qualità

Sergio Zuncheddu ha ribadito più volte l’importanza della qualità dell’informazione, legata a una forte consapevolezza del ruolo ricoperto dal gruppo editoriale. «Siamo impegnati sulla qualità, consapevoli di avere un privilegio: oltre un milione di contatti, una leadership di mercato costruita con tutti i mezzi e anche con l’attività industriale. Ma insieme al privilegio abbiamo una grande responsabilità». A questo si collega il valore dei giornalisti: «Sono professionisti, hanno fatto un percorso, conoscono il codice deontologico e sono quindi preposti a raccontare la realtà con competenza». Un lavoro che non è esente da errori, ma che si fonda su un principio chiaro: «Si può sbagliare, ma la nostra propensione è quella della buona fede. Solo così si costruisce un’informazione di qualità». Da qui anche l’invito a informarsi attraverso testate giornalistiche riconosciute per la cura dei contenuti e l’affidabilità.

La nuova sfida dall’AI

Si è parlato di intelligenza artificiale, una sfida ma anche come un’opportunità, da governare senza perdere il valore umano del mestiere. Molte le domande degli studenti su come garantire oggi un’informazione verificata ma allo stesso tempo tempestiva. Sergio Zuncheddu ha ribadito che «la credibilità resta il valore più importante», richiamando l’attenzione sull’etica del lavoro giornalistico, soprattutto nel trattamento di temi sensibili. Proprio sul piano etico, l’editore ha offerto una riflessione più ampia: «Ciascuno di noi deve avere consapevolezza dei valori che contano nella vita, a partire dall’onestà». Ha poi utilizzato un’immagine efficace: «Quando nasciamo la nostra coscienza è come un lenzuolo bianco. Nel corso della vita può sporcarsi: nessuno muore con quel lenzuolo immacolato. Il punto è la consapevolezza». Una consapevolezza che deve guidare le scelte: «Se sappiamo che un’azione non è giusta, non dobbiamo compierla. Se devo scrivere qualcosa che non rispetta onestà e lealtà, non devo farlo. Esiste una cosa che si chiama dovere».

Un “asset immateriale”

A questa dimensione etica si lega anche il tema della reputazione, indicata come un elemento fondamentale per andare avanti non solo nel giornalismo, ma in tutti i settori e nella vita. Un asset immateriale decisivo per competere, che però non si improvvisa: si costruisce nel tempo, proprio a partire da quei valori di onestà, responsabilità e coerenza richiamati durante l’incontro. Non sono mancati spunti più personali, dal rapporto tra lavoro e vita privata alle soddisfazioni e alle difficoltà incontrate nel corso della carriera, fino alle scelte editoriali più delicate. Sul tema del ricambio generazionale, l’editore de L’Unione Sarda ha espresso fiducia nel lavoro delle sue redazioni: non le cambierebbe con quelle di altre testate, ma allo stesso tempo ha sottolineato l’importanza di investire sui giovani. «È la strada che stiamo seguendo». Nel corso dell’incontro è stato ribadito anche il ruolo dell’informazione nel difendere gli interessi della Sardegna, un impegno che l’editore ha indicato come centrale anche per le nuove generazioni di giornalisti.

In chiusura, un consiglio chiaro: studiare, essere curiosi e preparati, affrontare il mestiere con senso di responsabilità e attenzione alla verità. (red. cr.)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?