Al banco frutta e verdura le mani rallentano. Si allungano verso una cassetta di pomodori, si fermano un attimo sul prezzo poi ripiegano su quella accanto. Al reparto latticini stessa cosa: si prende la confezione, si controlla l’etichetta e si rimette sullo scaffale per cercarne una più economica. Il carrello si riempie più lentamente di prima, e soprattutto rimane più leggero.I dati Istat più recenti confermano quello che i clienti raccontano ai banconi: ad agosto, spinta dalla corsa dei prezzi dei carburanti, l’inflazione è salita al 3,3% su base annua dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dal caro energia (+17% per i beni energetici nel complesso). Il comparto alimentare cresce più moderatamente, attorno all’1%, ma alcune voci corrono più veloci secondo l’istituto di statistica: i prodotti ad alta frequenza di acquisto, quello che finiscono nel carrello ogni giorno, aumentano da un 3,4 al 4,3%, e gli alimentari non lavorati come frutta e verdura sono saliti al 3,8%.
«Ho notato un ulteriore aumento ultimamente, soprattutto su frutta e verdura e beni essenziali come il pane», racconta Monica Ena, incontrata al Conad di via Jenner. «Se prima spendevo 60 euro per la spesa oggi arrivo anche a 80 per le stesse cose. Sono aumenti che si notano sul complesso non sui singoli prodotti. E gli stipendi restano fermi». La sua strategia è ormai consolidata: «Cerco di comprare sempre qualcosa in meno, far durare le cose di più e non buttare via nulla. Vedo sempre più persone in difficoltà. Tra benzina e spesa l’insieme diventa insostenibile, ma il governo non sembra rendersene conto».
«Non butto più nulla»
Lo stesso segnale in altri supermercati. Alla Coop di via Mameli Sara Cao sceglie i prodotti con cura tra le corsie: «Anche il pane sta aumentando, come le farine e, da qualche mese, riso e caffè». Quest’ultimo, spiega, è quasi raddoppiato. Si aggiunge la frutta e la verdura, complice il clima estivo. «Le zucchine arrivano anche a 5 euro al chilo: mi sembra eccessivo. Ormai faccio attenzione a tutto, non butto via nulla, recupero, mi invento qualcosa pur di non sprecare». Cao dice di riuscire ancora a gestire la spesa, ma con più attenzione: «Anche le offerte a volte non sono un vero risparmio. Forse è il momento di imparare a mangiare meno, ma meglio».
«Clienti rassegnati»
I rincari si vedono anche dall’altra parte del bancone. «Per via dell’aumento dei carburanti sono saliti i prezzi», raccontano da “Cuore di campagna”, frutta e verdura in via Campania. «I pomodori sono carissimi dall’inizio dell’estate, così come le altre verdure. I clienti ci sono, ma molti sono rassegnati. Chi può, oggi premia la qualità. Però per noi il guadagno è sceso del 20% perché non possiamo alzare i prezzi in modo spropositato».
«C’è un aumento annuale da parte delle aziende, anche sulle montature», spiega Alessandra, dipendente di un negozio di ottica. «I clienti sono molto più attenti e guardano il prezzo con più attenzione. L’inflazione si fa sentire anche per noi».
Il quadro nazionale conferma la percezione giornaliera: secondo le stime dell’Unione nazionale consumatori il costo della vita nell’ultimo anno è aumentato fino a 1.200 euro per una coppia con un figlio.E il carrello è sempre più leggero.
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