Londra.

L’indagine su Andrea si allarga, crolla il sostegno alla Royal Family 

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Londra. Pesa come un macigno su ciò che resta della popolarità della monarchia britannica, tradizionale bastione millenario della storia dell’isola, il sordido dossier legato al nome del defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, che investe - fra tanti ricchi e potenti del pianeta - anche l'ex principe Andrea. Uno scandalo sfociato giovedì nell'umiliante fermo di polizia di quasi 12 ore del fratello minore di re Carlo III, seguito da un rilascio che non cancella le accuse. Mentre l'approvazione verso la casa reale scende per la prima volta in tempi recenti sotto il 50%, le indagini sul 66enne ex duca di York si allargano. Da un lato ci sono le perquisizioni - giunte alla terza giornata di fila nella ex residenza di Royal Lodge, adiacente al castello di Windsor - della Thames Valley Police, dall'altro si consolidano i filoni investigativi avviati per ora a livello preliminare da almeno altri 8 dipartimenti di polizia su ulteriori riflessi britannici delle nuove rivelazioni degli Epstein file.

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