Iglesias.

L’inclusione per colorare l’estate 

Più di cento giovani animano il centro giovanile Santa Barbara 

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C'è un posto molto speciale nel cuore di Iglesias, a pochi passi dall’antico Chiostro di San Francesco: è il centro giovanile Santa Barbara, dove don Luca Manconi e i suoi collaboratori hanno dato vita a dei veri e propri laboratori didattici e ricreativi restituendo la gioia è il sorriso ai numerosi iscritti, nel segno dell’integrazione e inclusione sociale.

Lo staff

La particolarità principale è, infatti, che gli operatori, in tutto venti, sono delle persone che hanno vissuto un passato difficile e che con impegno e dedizione hanno segnato con il loro coraggio il proprio riscatto sociale. Luci rare e preziose capaci di illuminare il cammino dei più giovani. Educatori di eccezione per percorsi formativi didattici e culturali capace di donare qualcosa di speciale ai più piccoli. «Abbiamo creato i campus estivi attraverso una serie di laboratori teatrali, artistici, educativi, ricreativi - spiega don Luca Manconi, educatore del centro giovanile Santa Barbara - cercando di offrire possibilità di crescita artistica ai bambini che desiderano iscriversi ai diversi corsi disponibili. Un esempio intelligente su come impegnare il proprio tempo per qualcosa di davvero importante». La chiave di lettura per capire l' importanza del lavoro che si sta svolgendo, secondo il sacerdote «è indubbiamente, l’integrazione e l’inclusione sociale delle persone più fragili che dopo un lungo percorso hanno ripreso in mano la propria vita. Non è - sottolinea don Luca - soltanto un laboratorio creativo ma è fare comunità, aiutare il prossimo, i più piccoli, con l' impegno della propria vita».

Open day

Negli scorsi giorni, è stato organizzato un open Day di due giornate per fare conoscere i laboratori e avere nuovi iscritti ai corsi. Ad oggi, i bambini iscritti al Campus sono centodieci, dai sei ai dodici anni. Ma le iscrizioni sono ancora aperte ed è necessario soltanto presentarsi presso la sede del Centro e indicare i dati per la propria iscrizione. « A Settembre, prima dell’inizio dell’anno scolastico, i campus estivi chiuderanno per riaprire il prossimo anno e ripetere questa bella esperienza - continua - io arrivo come educatore in realtà difficili come quelle di Casa Emmaus che mi hanno davvero insegnato tantissimo. Porto con me impegno ma anche tanta forza di volontà. È bel vedere lavorare insieme i bambini con giovani che hanno vissuto delle esperienze particolari. È un po' come se ti restituisse, dopo un percorso di sofferenza, una vera e autentica speranza. Una esperienza da vivere di nuovo». In questo viaggio nel mondo dell’integrazione e del coraggio, oltre a Casa Emmaus, c’è l’apprto di numerose associazioni come, per esempio, la Tecnolab, l’associazione Riccaboni e Casa di Nazaret. Un lavoro importante nel territorio, un orizzonte diverso per imparare a confrontarsi con una individualità fatta di ricordi e di impressioni.

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