«Israele non potrà più bombardare il Libano, gli Stati Uniti gli hanno proibito di farlo». Donald Trump annuncia una tregua di 10 giorni sull’ultimo fronte rimasto aperto della guerra, scattata il 28 febbraio contro l’Iran e che due giorni dopo aveva di nuovo riacceso le polveri tra Hezbollah e lo Stato ebraico. Un intetervento che avrebbe tuttavia lasciato «scioccati» il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri tanto da chiedere chiarimenti alla Casa Bianca.
«È stato un onore risolvere 9 guerre nel mondo, questa sarà la decima», aggiunge però a modo suo il tycoon su Truth. Una tregua che «non c’entra con l’Iran», afferma il presidente americano, ma che ha invece come primo risultato l’annuncio da parte di Teheran dell’apertura «completa» dello Stretto di Hormuz martedì 21 aprile «per il periodo residuo del cessate il fuoco» con gli Stati Uniti.
«Intesa molto vicina»
Una boccata d’ossigeno per i mercati, con le principali piazze internazionali in rialzo e il petrolio che lascia sul terreno oltre il 10% riportandosi sugli 85 dollari al barile. La scadenza del 21 aprile potrebbe tuttavia non avere più motivo di essere se è vero che un accordo con l’Iran «è molto vicino, entro un paio di giorni», come sostiene lo stesso Trump, che dice di pensare di potersi «fidare» degli iraniani e in un altro ermetico post ringrazia il Pakistan, Paese mediatore, per «una giornata grande e splendida per il mondo». Il secondo round di trattative si terrà infatti «solo a Islamabad», probabilmente domani: «Non sono interessato ad andare in Paesi che non hanno aiutato». Gli inviati saranno Steve Witkoff e Jared Kushner e forse il vicepresidente JD Vance. «È molto probabile che raggiungeremo un accordo e sarà buono», anticipa il tycoon, secondo cui il regime avrebbe accettato di sospendere il programma nucleare a tempo indeterminato - il principale nodo dei negoziati - e a consegnare le scorte di uranio arricchito.
Il video di Netanyahu
«Molti dei punti sono stati definiti», osserva ancora il presidente smentendo la scadenza di 20 anni della moratoria sul nucleare iraniano che Teheran aveva provato a rilanciare con 5. «Niente anni, illimitato», taglia corto Trump, che nega anche che l’Iran possa ricevere fondi congelati negli Usa. Il riferimento è alle indiscrezioni di Axios secondo cui, nelle tre pagine di «memorandum di intesa» tra i due Paesi, è previsto che Teheran riceva 20 miliardi di dollari di asset congelati in cambio della consegna dell’uranio arricchito.
Le fonti (americane) di Barak Ravid riferiscono che gli Stati Uniti erano inizialmente disposti a stanziare 6 miliardi di dollari per l’Iran, da destinare all’acquisto di cibo, medicinali e altri beni umanitari, e che gli iraniani ne hanno chiesti 27 per poi attestarsi appunto a 20. «Non ci sarà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o modalità», tuona però Trump.
All’Iran verrebbe invece concesso di usare reattori nucleari a scopi medici, ma solo in superficie. Il memorandum, prosegue Axios, affronta anche la questione dello Stretto di Hormuz, sulla quale restano significative divergenze. Dopo l’annuncio della riapertura da parte del ministro iraniano Abbas Araghci, la tv di Stato precisa che il passaggio viene garantito solo a navi mercantili e non militari, mentre Trump ribadisce che il blocco navale messo in atto dagli Usa la scorsa settimana «resta in vigore» finché la trattativa con l’Iran «non sarà completata al 100%». Non è chiaro se il memorandum tratti anche la questione dei missili balistici iraniani e del sostegno dell’Iran a gruppi armati regionali. Netanyahu è stato spinto ad accettare il cessate il fuoco in Libano «su richiesta del presidente Trump», ma in un video spiega che il lavoro per disarmare Hezbollah «non è finito. La strada verso la pace è ancora lunga, ma l’abbiamo intrapresa. In una mano impugniamo l’arma, l’altra è tesa in segno di pace».
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