Cresce la tensione in Libano nel sud del Paese, dove operano i soldati della Brigata Sassari sotto l’egida dell’Onu. Ieri un nuovo episodio ha creato pressione al contingente italiano, nella fascia di non belligeranza, dove attualmente i carri armati israeliani scorrazzano in quella che è diventata una zona di guerra, alla faccia della risoluzione 1701 dell’Onu che istituiva appunto una zona cuscinetto tra Libano e Israele. Due mezzi su cui viaggiavano i soldati della Brigata sono stati danneggiati da carri armati israeliani.
I fatti
Ieri, il comando Unifil in Libano ha emanato un comunicato in cui si spiegava che in due occasioni «soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno “speronato” veicoli dell’Unifil con un carro armato Merkava, causando in un caso danni significativi. I soldati avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni dell’Unifil». In realtà, una seconda versione dei fatti, qualche ora più tardi, parlava di danneggiamento. «Nella mattinata, poco dopo le ore 9 locali, una pattuglia di Italbatt, durante il movimento lungo la Zulu Road, ha segnalato che, nel corso di alcune manovre, un carro armato delle Forze di Difesa israeliane ha urtato un mezzo del convoglio Unifil. L’episodio ha causato danni di lieve entità a un veicolo. Il convoglio ha potuto proseguire le attività operative verso la posizione UNP 1-26 ITALBATT e non si registrano feriti tra il personale militare italiano. Le condizioni del mezzo sono attualmente in fase di valutazione tecnica», ha spiegato il colonnello Marco Mele, sassarino e portavoce del contingente italiano di Unifil. Poche ore dopo, un secondo episodio analogo nella stessa strada: «In tale circostanza, un veicolo Unifil posto alla testa di una colonna logistica è stato fermato da un carro armato Merkava che, durante una manovra, è entrato in contatto con il mezzo, causando anche in questo caso danni di lieve entità». La colonna è rientrata «regolarmente presso la base ONU UNP 2-3 di Shama sede del settore Ovest». Anche in questo caso nessun ferito, ha aggiunto Mele, spiegando anche che «gli episodi sono oggetto di approfondimenti».
Il clima
A prescindere dal fatto che si sia trattato di speronamento o danneggiamento, i Dimonios, guidati dal generale Andrea Fraticelli, che comanda l’area ovest della missione Unifil, operano in uno scenario di guerra e i carri israeliani ostacolano quotidianamente i movimenti delle forze di pace. Lo stesso comando di Unifil ieri ha ricordato che nei giorni precedenti i veicoli Onu erano stati danneggiati da proiettili sparati dall’esercito israeliano, e in un caso, «un “colpo di avvertimento” è caduto a un metro di distanza da un peacekeeper sceso dal suo veicolo». Inoltre, i soldati israeliani bloccano continuamente i movimenti dei peacekeeper e «hanno imbrattato con vernice spray le finestre del cancello pedonale del quartier generale, impedendo la visibilità verso l’esterno», oltre ad aver in passato danneggiato le telecamere di protezione di Unifil.
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