Tutto fermo. Sono trascorsi tre mesi dal sopralluogo della commissione comunale Pubblica istruzione nell’area dell’ex scuola “Attilio Mereu”, in via Badas, di fronte ai Giardini pubblici, ma nulla è cambiato. Nonostante sia stato restaurato secondo le indicazioni della Soprintendenza, lo storico edificio bianco, capolavoro dell’architettura razionalista degli anni ‘30, risulta ancora oggi tristemente chiuso e inutilizzato. All’interno sono stati rifatti anche gli impianti, ma evidentemente non basta. Ciò che impedisce la riapertura, si è appreso, è la mancata riqualificazione dell’area esterna, per la quale si ricercano ancora le risorse necessarie.
Situazione di stallo
«L’obiettivo a lungo termine è la realizzazione di un unico grande spazio destinato all’infanzia e alle famiglie senza soluzione di continuità dalla Passeggiata Coperta a via Badas», ha ripetuto più volte nel tempo l’assessora all’Istruzione, Giulia Andreozzi. Ma in attesa che dalle parole si passi ai fatti, sulla vicenda è ricalato il silenzio. L’obiettivo finale risulta peraltro confermato, almeno in teoria, anche se i tempi restano incerti. «Riprenderemo a breve la questione», assicura la presidente della commissione competente Paola Mura (Progressisti), «siamo stati infatti impegnati con il nuovo regolamento dei nidi d’infanzia e i temi sulle politiche giovanili, ma la Mereu è una delle nostre priorità. Tra l’altro potrebbe rientrare nel contesto più ampio della riqualificazione e valorizzazione dei giardini e cortili scolastici, altro tema in corso di istruttoria».
Magnifica incompiuta
Una risorsa preziosa, insomma, che attende invano da anni di poter essere restituita alla collettività. «Non un semplice edificio», sottolinea il consigliere comunale di minoranza Roberto Mura (Alleanza Sardegna), «ma una straordinaria occasione per ripensare un pezzo di Cagliari. La nostra visione si fonda infatti su due pilastri: da un lato, la risposta concreta ai bisogni delle famiglie, trasformando la struttura in un polo per i servizi extrascolastici in forte sinergia con le strutture educative della zona; dall'altro, la valorizzazione del suo inestimabile contesto paesaggistico. Dopo gli interventi della passata consiliatura, abbiamo quindi il dovere di dare un’anima a questo spazio. Lavorare a un futuro condiviso per la Mereu significa ricucire il tessuto sociale e urbano, unendo memoria storica, utilità sociale e bellezza». Non resta che attendere (ancora, purtroppo) sperando che l’agognata svolta non tardi ulteriormente ad arrivare.
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