Arbus.

L’ex deposito idrico cade a pezzi 

Crolli di calcinacci e intonaco sulla via: allarme sicurezza a Torre dei Corsari 

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Degrado dell’ex deposito di acqua di Torre dei Corsari: continui crolli di intonaco, calcinacci e porzioni di recinzione che finiscono sulla strada. La situazione rappresenta un forte rischio per l’incolumità di pedoni e di automobilisti, aggravata dall’assenza di transenne e di segnaletica, oltre alla scarsa illuminazione di notte. La struttura è del Comune di Arbus, la parte idraulica è stata concessa ad Abbanoa fino agli anni Duemila, quando con l’arrivo dell’acqua potabile il vecchio serbatoio fu dismesso. L’unico elemento che testimonia un interesse economico sono le antenne di telefonia mobile installate sul tetto, autorizzate dal Comune che introita il canone.

Situazione di pericolo

Dopo anni di segnalazioni all’Amministrazione comunale da parte dei residenti, turisti e proprietari delle villette estive, in questi giorni la voce sommersa è diventata un coro di proteste, alimentate dall’aumento della caduta di lastre pesanti sulla carreggiata, dello spazio interno recintato e coperto da erbacce secche e di rifiuti. Informata dei fatti, la minoranza ha presentato un’interrogazione al sindaco, Paolo Salis, e all’assessora all’arredo urbano, Sara Vacca. Per i consiglieri Agostino Pilia, Gianni Lussu, Michele Schirru, Annita Tatti e Veronica Aru, «Torre dei Corsari è delle principali risorse economiche per vie di tante seconde case, ma anche d’immagine per il paesaggio e di sviluppo turistico della Costa Verde. Fu il primo villaggio sorto sul litorale intorno agli anni Ottanta, quando, in assenza della rete idrica fu edificato un deposito per l’acqua all’ingresso dell’abitato. Oggi un pericolo per l’incolumità pubblica, mancata manutenzione ordinaria e straordinaria». I segni visibili fanno paura. «L’armatura in ferro», dice Pilia, primo firmatario, «è arrugginita, esposta agli agenti atmosferici causa il distacco di calcinacci di piccole e grandi dimensioni che rovinano al suolo». La domanda è: «L’amministrazione è a conoscenza della grave situazione? Quali misure intende adottare per eliminare i pericoli?».

Le antenne sul tetto

Considerato che sul tetto del deposito sono installate antenne dalle compagnie telefoniche che versano al Comune somme a titolo di locazione, i consiglieri chiedono, «a quanto ammontino esattamente gli introiti annuali, suggeriscono di vincolare tali somme per la ristrutturazione, risanamento conservativo dell’opera e decoro dell’area. Un degrado che quest’anno non risparmia l’intero villaggio, dunque sollecitiamo l’adozione di provvedimenti per contrastare il fenomeno del sacchetto selvaggio e l’accumulo di rifiuti. Come? Potenziando i controlli e la frequenza di raccolta in modo da azzerare i rischi igienico-sanitari acuiti dal caldo».

I primi interventi

L’assessora Vacca conosce bene la questione e affronta il problema: «Prendiamo atto della situazione critica. Domani, i nostri tecnici eseguiranno un sopralluogo. In attesa di chiarimenti per soluzioni definitive, l’area sarà messa in sicurezza».

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