Ha risposto alle domande del Gip, ma non ha fornito una spiegazione in grado di chiarire davvero le ragioni del gesto. Si è limitato a dire che la moglie stava male, senza aggiungere altro che potesse ricostruire un movente compiuto. Un vuoto che pesa, soprattutto perché la donna – da anni inferma e sofferente per diverse patologie fisiche e psichiche – non avrebbe opposto alcuna resistenza al momento dell'aggressione, come confermato dall'assenza di segni di difesa sul corpo.
Carcere confermato
Resta in cella a Uta Giovanni Secci, il pensionato di 81 anni che venerdì scorso ha ucciso la moglie Mariolina Seguri, sua coetanea, soffocandola con un cuscino nella camera da letto della loro abitazione di via Boezio, a Monserrato. Al termine dell’interrogatorio di garanzia davanti Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari, Elisabetta Patrito, è stato convalidato l’arresto e disposta alla custodia cautelare in carcere.
Il primo tentativo
Un dettaglio inedito, però, è emerso proprio nel corso dell'interrogatorio: l’uomo avrebbe ammesso un precedente tentativo di soffocare la moglie con lo stesso metodo, il cuscino, avvenuto qualche mese prima. Un tentativo che si sarebbe interrotto perché Mariolina Seguri aveva iniziato a rantolare e perché in casa, in quel momento, era presente anche il figlio 52enne della coppia, che vive con i genitori e che si occupava costantemente dell’assistenza alla madre.
Sulla dinamica dell’omicidio di venerdì, gli inquirenti non avevano mai avuto dubbi: la donna è stata soffocata nel primo pomeriggio, subito dopo essere stata aiutata dal figlio a mettersi a letto. L'uomo era uscito per andare al lavoro; è stato il padre a richiamarlo precipitosamente a casa, subito dopo il delitto, dicendogli soltanto («torna subito») e rivelandogli di aver ucciso la moglie. Sul posto sono intervenuti un’ambulanza del 118 e i carabinieri della stazione di Monserrato, che hanno poi accompagnato l’anziano in caserma.
Movente incerto
Ora, dopo l'interrogatorio di garanzia e la convalida degli atti, la giudice Patrito ha deciso di applicare all’81enne la misura cautelare più afflittiva, nonostante l’età dell’anziano, difeso dall’avvocato Issà Marco Hossein Khani Forghani. Determinante potrebbe essere stato Il fatto che non sia stato chiarito il movimento del folle gesto, a quanto pare già tentato qualche tempo prima. Con ogni probabilità, l’omicidio potrebbe essere maturato all'interno di una situazione familiare segnata da anni di fatica e sofferenza, tra la malattia della donna e il peso dell’assistenza quotidiana caduto sulle spalle del marito e del figlio.
L’autopsia
Nel frattempo proseguono le indagini, coordinate dal tenente colonnello Francesco Donvito, dal capitano Gianmarco Daidone e dai luogotenenti Vittorio Piras e Pier Paolo Sabiu, sotto la supervisione del pubblico ministero Enrico Lussu. Ieri è stata eseguita anche la perizia necroscopica dal medico legale Roberto Demontis con la conferma di quanto era stato subito ipotizzato. La donna è morta soffocata da un “oggetto soffice”, un cuscino: Mariolina Seguri non ha opposto alcuna resistenza ed è deceduta in pochi minuti. Né lei né il marito presentavano ferite da difesa.
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