Caro amico, ti scrivo sempre meno. A mano, almeno, visto che per comunicare utilizziamo mezzi più rapidi, veloci, economici: posta elettronica, social network, servizi di messaggistica. Le care, vecchie lettere cartacee, da imbustare, affrancare e imbucare, sono in via d’estinzione. Meglio (ma non troppo) le cartoline: oggi, per mandare un saluto dalle vacanze, ci facciamo bastare un selfie, ma c’è chi è affezionato e ancora spedisce un “ciao” cartaceo.
L’esempio danese
Nel lontano nord, dove sono più avanti, hanno già tratto le conseguenze: in Danimarca l’ultima lettera della storia postale nazionale, lunga oltre quattro secoli, è stata recapitata il 30 dicembre scorso. È il primo passaggio definitivo al digitale a livello europeo: rimosse le cassette rosse, i portalettere danesi sono stati ricollocati e quel che resta della corrispondenza è passato a una ditta privata.
E da noi? Non si prevede l’abbandono del servizio, spiega l’ufficio stampa di Poste Italiane. La parola raccomandata, semmai, è “razionalizzazione”: in pratica si procede poco per volta.
Le cassette rimosse
E tuttavia si procede, come dimostra plasticamente la diminuzione delle cassette, un tempo installate in maniera capillare nelle città e nei paesi. La Sardegna, naturalmente, non fa eccezione. Uno scatto percepibile si è avuto tre anni fa, con la delibera Agcom (il Garante per le telecomunicazioni) numero 308/22 che riduce il numero complessivo di cassette garantendone però la presenza in luoghi strategici ad alta frequentazione (uffici postali, stazioni, aeroporti, capolinea) e assicurando un’adeguata copertura minima nelle aree rurali e montane.
Se nell’Isola, fino al 31 maggio 2023, erano disponibili circa 350 cassette, oggi, per effetto di quella delibera e della suddetta razionalizzazione, ne restano 220. Ne sono state smantellate 130: circa il 37 per cento.Basta un giro sull’ottima applicazione di Poste Italiane per scoprire che a Cagliari ne restano attive sei (piazza del Carmine, via Roma, viale La Plaia, piazza Yenne, piazza Palazzo, via Logudoro, via Tola e via Puccini), così come a Sassari (piazza Rosario, via XXV Aprile, via Bogino, viale San Pietro, via Alghero e via Luna e Sole), a Olbia tre (via Vittorio Veneto, via Cherubini e via Acquedotto). Una nei centri più piccoli (perfino a Baradili, coi suoi 81 abitanti: si trova in via Vittorio Emanuele).
Francobolli in calo
Una riduzione obbligata, visti i dati: nell’Isola, come nel resto d’Italia, spiega Poste Italiane (società per azioni controllata al 65 per cento dallo Stato), il volume della corrispondenza tradizionale (lettere e cartoline) cala da tempo del 5 per cento l’anno e solo il 3 per cento di ciò che viene spedito passa per le cassette (il grosso, da tempo, parte dagli uffici o viaggia tramite servizi digitali come Postaonline).
Lo si capisce anche dalle vendite di francobolli, anch’esse in calo costante. «Nella mia tabaccheria – conferma Matteo Boi, presidente regionale della Federazione italiana tabaccai, attività commerciale in via Santa Gilla a Cagliari – siamo sui mille all’anno: niente, rispetto al passato. Comunque li manteniamo, anche se l’approvvigionamento è meno immediato: dobbiamo ordinarli online sul sito di Poste italiane. Va meglio nei punti vendita nelle zone più frequentate dai turisti, per via delle cartoline».
Il boom dei pacchi
Poste italiane, naturalmente, guarda oltre. Cioè ai pacchi: nei primi nove mesi del 2025, in Sardegna, le consegne sono aumentate del 26 per cento, con Cagliari tra le città più dinamiche d’Italia (+49%: la precedono Rovigo e Imperia, +52% e +51%). Un’evoluzione che ha portato anche nuove opportunità occupazionali, con 177 stabilizzazioni negli ultimi due anni. Al posto dei vecchi portalettere, insomma, avremo giovani e dinamici portapacchi.
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