Il focus.

L’esercito degli studenti pensionati 

Quasi tremila iscritti all’Università della Terza Età: «Qui si può rinascere» 

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Si dice che di imparare non si finisce mai e a guardare i numeri dell’Università della terza età, che ha inaugurato nei giorni scorsi il nuovo anno accademico, mai frase fu più azzeccata. Perché cosa c’è di meglio dopo la pensione, se non riprendere in mano i libri per studiare storia contemporanea, lingue, geografia. Ma anche stare in compagnia, fare sport e partecipare a viaggi e escursioni.

Numeri record

Quest’anno gli allievi sono arrivati a quota 2824. Di questi la maggior parte sono rinnovi, ossia persone che già frequentavano, mentre i nuovi iscritti che hanno fatto la fila per accaparrarsi un posto sono 631. Il socio più anziano ha 92 anni, il più giovane poco meno di 30, perché in questa Università, la terza età è solo nel nome, come spiega il vice presidente Vincenzo Boi: «Non ci sono limiti di età, perché uno degli obiettivi è proprio favorire uno scambio generazionale».

Le richieste di iscrizione sono così tante che da qualche anno è stato introdotto il numero chiuso, «ma quest’anno siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste», aggiunge Boi. I corsi offerti sono oltre un centinaio con le new entry di quest’anno che sono il viaggio nel corpo umano tenuto da un medico, chimica generale, storia contemporanea, storia dell’arte classica e corso propedeutico al teatro e poi quelli sull’intelligenza artificiale e anche le norme di condominio tenuto dall’associazione Anaci. E poi c’è tanto sport, dallo yoga al thai chi, i viaggi, le escursioni e tanto altro.

Gli allievi

Ieri mattina in un’aula erano tutti a lezione di bridge con il tecnico federale della federazione Arnaldo Mattessi. «Sono una vecchia iscritta» dice Rossana Zucca, 67 anni, ex dipendente di Federfarma, «frequento dal 2009 quando ancora non ero in pensione. Oltre al bridge faccio thai chi e ho fatto di tutto, dal teatro all’inglese. Per me è un impegno piacevole anche per i viaggi, l’ultimo è stato in Andalusia». Accanto a lei un altro veterano, Vincenzo Porcu 74 anni: «La cosa più bella è la varietà delle offerte che ci sono. Dopo la pensione ho deciso di iscrivermi per tenermi impegnato». Al piano di sopra invece c’è la lezione di francese. «Mi sono iscritta quest’anno», dice Eva Peddio 72 anni, «facevo l’ostetrica e un po’ mi manca il mio lavoro, così mi tengo occupata, ma non voglio seguire lezioni molto impegnative dove c’è da studiare».

Il futuro

Un’università che cresce e che presto avrà nuovi locali, come annuncia la presidente Anna Maria Sanna: «Stiamo ristrutturando il piano terra dell’ex scuola di Is Arenas, in via Pizzetti che il Comune ci ha concesso in comodato d’uso. Dovremmo concludere entro gennaio. Tra le aule poi ci sarà un collegamento audio video che ci consentirà di non migrare in altre sedi, quando ci sono iniziative importanti e affollate».

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