Le reazioni.

L’esasperazione dei sindaci «Situazione inaccettabile, bisogna intervenire prima» 

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Sbarchi continui sulle coste del Sulcis e del sud est dell’Isola, un flusso di migranti che pare inarrestabile. Un’emergenza cui non si riesce a far fronte, coi centri per l’accoglienza e gli hotspot al collasso. Ma quanto accaduto domenica a Chia, con l’incidente in cui ha rischiato la vita una turista di 17 anni, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei sindaci del territorio.

Tutti compatti, da Walter Cabasino (Pula) a Paolo Dessì (Sant’Anna Arresi), da Ignazio Locci (Sant’Antioco) a Maria Concetta Spada (Domus de Maria) e Angelo Milia (Teulada), nel definire di volta in volta «inaccettabile» la situazione, nel sottolineare che «non si può lasciare che l’emergenza logistica metta a rischio la sicurezza e la dignità delle persone» e nel sostenere che debba essere «l’Europa» a «farsi carico» di quanto accade.

Sbarchi continui

Anche perché mentre tra Chia e Tuerredda erano in corso le ricerche dei migranti che avevano colpito la ragazza a ridosso della spiaggia di Su Giudeu, a Porto Pino sbarcavano tra i bagnanti altri 15 algerini. Sono centinaia le persone arrivate nelle ultime giornate a Teulada, Sant’Antioco e Porto Pino (ieri alle 14 è arrivato un altro gruppo su un barchino in vetroresina con un motore da 75 cavalli). Alcune vengono intercettate da Guardia di finanza, Frontex e Guardia costiera e accompagnate al porto di Sant’Antioco.

«Come ho più volte rimarcato», dice il sindaco Dessì, «i continui sbarchi confermano le nostre previsioni. Accogliere i migranti sulle spiagge significa subire il fenomeno anziché governarlo. La priorità deve essere la prevenzione, intercettando i flussi a monte: serve a tutelare l’incolumità di chi arriva ed è l’unico modo per non destabilizzare un territorio al limite. Non possiamo lasciare che l’emergenza logistica metta a rischio sicurezza e dignità delle persone».

«Ci pensi l’Europa»

Sulla stessa scia Locci: «Sarebbe più corretto che Frontex intercetti le barche prima che giungano sulla terraferma, trovo assurdo che riescano a bucare un sistema di controllo fatto di aerei e droni». E non va bene «neanche portarli a Sant’Antioco, il porto è diventato una discarica di barchini abbandonati del cui smaltimento nessuno si occupa. L’Europa deve farsi carico dell’immigrazione clandestina». Nemmeno Teulada «riesce a gestire questo continuo afflusso», aggiunge Milia, «anche perché le nostre poche forze come i barracelli sono impegnati anche per il presidio del territorio, specie in questo periodo con la popolazione che raddoppia».

La vigilanza

A Chia l’arrivo di due giorni fa non è isolato. Anzi. Se ne conta «uno a settimana», sottolinea la sindaca Spada, ancora scossa. Ma «uno sbarco simile, in mezzo ai bagnanti, non era mai capitato. In genere avvengono in tarda serata o all’alba, quando la spiaggia è vuota. Ho scritto una lettera alla Prefetta, alla Questora e alla Capitaneria di porto chiedendo di intensificare la vigilanza e il controllo dello specchio d’acqua. Ringrazio forze dell’ordine, 118 di Chia, elisoccorso e tutti coloro che hanno aiutato a salvare la ragazza».

Episodio «gravissimo» anche per Cabasino, secondo cui «i problemi migratori sono di carattere nazionale più che regionale o comunale. È necessario che gli organi preposti incentivino i controlli, soprattutto quando è a rischio l’incolumità delle persone».

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