Riforme.

Legge elettorale, partiti avanti senza fretta 

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Roma. La partita sulla legge elettorale riparte lentamente ed entrerà nel vivo solo dopo il voto referendario del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia. Dopo la presentazione in Parlamento, ora tutti i partiti approfondiscono il testo.

Fratelli d’Italia, con Giovanni Donzelli, ha illustrato la riforma ai deputati a Montecitorio, mentre la Lega ha riunito i propri gruppi con il ministro Roberto Calderoli e lo sherpa Andrea Paganella. I leghisti restano i più cauti e aperti solo a possibili modifiche, dal ballottaggio all’ampiezza del premio di maggioranza, per blindare il testo da eventuali rilievi della Consulta e non tornare al Rosatellum. Ritocchi sono previsti nel corso dell’esame parlamentare, con FdI che punta a reintrodurre le preferenze, sulle quali però la Lega mantiene freddezza.

La commissione Affari costituzionali non ha ancora incardinato il testo e il presidente Nazario Pagano proporrà la calendarizzazione nelle prossime riunioni.

L’iter procedere senza fretta, in attesa del referendum, su cui pesano anche timori nella maggioranza legati alla copertura mediatica concentrata sulle guerre. I sondaggi indicano una distanza ravvicinata tra Sì e No: Youtrend in particolare segnala che, a differenza del 2016, i Sì sono oggi in vantaggio, ma lo scarto si è ridotto nelle ultime settimane.

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