Dissidi

Lega-FI, scontro sulla Consob Nodo Vannacci nel Carroccio  

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RIVINSONDOLI. Dopo 72 ore si riaccende lo scontro tra Lega e Forza Italia sulla presidenza della Consob. E diventa ancora più duro. Il mancato accordo sul sottosegretario leghista all'Economia, Federico Freni, non va ancora giù al partito di Salvini. Specie di fronte al muro alzato dagli azzurri, convinti che il problema sia la legge: non consente una nomina politica per quell'incarico e comunque non sono disponibili a decisioni non condivise. Il Carroccio, allora, passa al contrattacco e rinfresca la memoria all'alleato: c'è la legge Frattini che non lo vieta e che nel 2010 ha portato alla scelta di Giuseppe Vegas, all'epoca viceministro all'Economia e indicato da FI. Insomma «due pesi e due misure?», chiede perentorio in una nota secca. E altrettanto netto, in serata, replica Antonio Tajani: «Non mi faccio imporre nulla da nessuno». Dopo le schermaglie sulla Manovra, i due partiti trovano un altro pomo della discordia. Riguarda i vertici della commissione che regola le società e la Borsa. Intanto da oggi a Rovisondoli in Abruzzo c’è il raduno della Lega. La prima manifestazione dopo il raduno di Pontida di settembre e convocata per compattarsi e rilanciarsi come partito nazionale. Con o senza Vannacci. Ossia qualora lasciasse la Lega e fondasse un partito. Ipotesi che non esclude: «Mai dire mai».

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