Il quadro.

L’edilizia traina l’economia dell’Isola 

Nel sud della regione il settore segna un +8%, alti i livelli occupazionali 

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L’edilizia continua a trainare l’economia della Sardegna meridionale. Il settore cresce dell’8%, mantiene alti livelli occupazionali e registra tassi di regolarità contributiva vicini al 100%. Ma dietro i numeri positivi si nasconde una sfida: il ricambio generazionale. Oggi quasi un lavoratore su due ha più di 50 anni e trovare nuova manodopera qualificata è diventato uno dei principali problemi del comparto.

Il sistema

Il quadro emerge dall’incontro di ieri promosso da Cassa edile di Cagliari e Sardegna meridionale insieme all’Ordine dei Consulenti del lavoro.

Attualmente il sistema conta 860 imprese e circa 6.200 lavoratori, con una massa salariale che sfiora gli 80 milioni di euro. «Ci aspettavamo una situazione stazionaria e invece registriamo una crescita dell’8%», spiega il vicepresidente di Cassa edile, Gianni Olla. «Stiamo ancora beneficiando degli effetti dei bonus e del Pnrr, ma servono interventi normativi adeguati per non fermare una crescita che dura da sette anni».

Anche i dati più recenti confermano il buon andamento. «Stiamo andando molto bene anche nel semestre ottobre-marzo», osserva il direttore dell’ente, Alberto Ricci. «Al momento non vediamo segnali evidenti di rallentamento».

Gli indicatori

Uno degli indicatori più significativi riguarda la regolarità contributiva. Il 98% delle imprese versa puntualmente i contributi. «È un dato elevatissimo», sottolinea Ricci. «Le imprese hanno convenienza a restare nella regolarità perché ricevono servizi e premialità economiche».

Proprio il sistema bilaterale è considerato uno degli strumenti più efficaci per sostenere un comparto composto prevalentemente da piccole aziende. «È la risposta più concreta alle esigenze delle aziende», evidenzia la presidente Simona Pellegrini. «Molte imprese non avrebbero la possibilità di investire autonomamente in formazione, sicurezza o assistenza sanitaria. Attraverso questo sistema restituiamo servizi sia alle aziende che ai lavoratori».

La sfida

La sfida principale è quella dell’invecchiamento della manodopera. Oltre il 45% degli addetti ha superato i 50 anni e molte delle qualifiche più specializzate sono concentrate in questa fascia di età.«Dobbiamo rendere il settore più attrattivo per i giovani», conclude Pellegrini. «Per questo stiamo investendo sulla formazione, anche attraverso progetti legati alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale».

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