Un numero buono e uno cattivo. Sale a «300 milioni il primo stanziamento complessivo per Sardegna, Sicilia e Calabria», colpite a gennaio dal ciclone Harry, dice Antonio Tajani, al suo arrivo al Palazzo Regio di Cagliari. Ma nella nostra Isola s’ingrossa il conto dei Comuni danneggiati dal passaggio della tempesta: «Adesso sono 144 (su 377)», aggiorna la lista la presidente della Regione, Alessandra Todde, che insieme al sindaco Massimo Zedda ha accolto il ministro degli Esteri nello storico edificio del quartiere Castello, sede anche della Prefettura.
Il tris
Tajani, ieri, ha concluso a Cagliari una lunga giornata di sopralluoghi e incontri per valutare gli effetti di Harry sul commercio internazionale, di cui da capo della Farnesina ha la delega nell’Esecutivo nazionale. «Il Governo – ha detto il ministro – è al fianco dei cittadini e delle imprese, non solo nei giorni della tragedia». Quindi il reperimento delle risorse per la ricostruzione, con il pacchetto iniziale che sarà messo a disposizione da Cassa depositi e prestiti (Cdp), dalla controllata Sismet, dall’Agenzia Ice per la promozione all’estero e da Sace, il gruppo assicurativo-finanziario partecipato dal dicastero dell’Economia. «Siamo nelle condizioni – ha detto Tajani – di erogare le risorse nel giro di pochi giorni». Nel dettaglio, il finanziamento Sismet, il primo che dovrebbe arrivare, «sarà a fondo perduto», esteso «anche alle aziende che non esportano. Le risorse Ice aiuteranno le imprese che partecipano a fiere o eventi internazionali», mentre la Cdp «sosterrà pure gli enti locali. Si tratta – ha chiarito Tajani – di interventi concreti che fanno parte del progetto del Governo per le regioni colpite. La Protezione civile sta poi facendo un conto dei danni effettivi, con cui accedere al Fondo di solidarietà dell’Unione europea. Stiamo andando nella giusta direzione, ascoltiamo aziende e regioni, ripartirà anche la Sardegna».
La Giunta
Todde ha cominciato proprio «dalla collaborazione, forse la prima volta così fattiva, con il Governo: siamo qui insieme per dare supporto non solo ai Comuni ma anche a chi fa impresa. Questa credo sia la giusta risposta che le istituzioni devono dare». Anche «la Protezione civile – ha sottolineato la governatrice – ha funzionato a tutti i livelli». Sulla conta dei danni, Todde ha anticipato che la stima iniziale dei 200 milioni è destinata a salire, «sono 144 i Comuni» che hanno subìto gli effetti di Harry. Ma «è importante pensare anche a coloro che non sono direttamente coinvolti» dal disastro ma «si ritrovano a sostenere l’economia regionale».
Sala piena
Dopo il vertice con la Giunta al completo, al primo piano del Palazzo Regio, il ministro, accompagnato dai dirigenti di Cdp, Sismet, Ice e Sace, ha incontrato il mondo dell’impresa sarda. Dai caseifici alle cantine, dai pescatori agli albergatori. In sala capi d’azienda e associazioni di categoria. Non sono mancati i quadri di Forza Italia, il partito di Tajani, a iniziare dal coordinatore Pietro Pittalis, deputato come Ugo Cappellacci, ugualmente seduto nelle prime file. Presenti pure i consiglieri regionali Angelo Cocciu e Gianni Chessa. Il messaggio di Federalberghi al titolare della Farnesina l'ha fatto arrivare il presidente Paolo Manca. «Il problema che presentiamo al ministro Tajani riguarda il danno di immagine veicolato dalla stampa internazionale: hanno parlato di apocalisse, di spiagge distrutte o cancellate. Questo è un momento cruciale per le prenotazioni del mercato estero, soprattutto Stati Uniti, Australia, Germania e Svizzera. Le nostre strutture ricettive sono tempestate di chiamate, i clienti chiedono rassicurazioni sulla fruibilità di litorali e porti». Sul fronte degli interventi, Manca ha sollecitato «supporto alle aziende per il ripristino immediato dei danni diretti subìti, ma anche l’avvio di una compagna di comunicazione supplementare per non mandare in fumo la programmazione fatta sul 2026. Al momento la stagione è a rischio».
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