«Le scorie sono un materiale ad alta intensità, stanno in 200 metri quadri, possono stare in tutte le aree non sismiche, ma mi sembra assurdo farle viaggiare fino in Sardegna. Vedo che c’è un dibattito su questo tema, ma mi sembra più di animazione che fondato». Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, arrivato a La Maddalena per i 30 anni del Parco nazionale dell’isola, è andato oltre l’area marina protetta. A margine della mattinata organizzata dall’Ente Parco, il ministro ha aggiunto che «naturalmente noi dettiamo procedure che dovremmo seguire e che nei prossimi anni ci porteranno a determinare il luogo di stoccaggio delle scorie nucleari. Ma un problema diverso è quello dei rifiuti che produciamo tutti i giorni, che producono i nostri ospedali. In questo momento quelli della Sardegna vanno nella Penisola».
I parchi
Messa da parte la questione scorie nucleari, Pichetto Fratin si è concentrato sui parchi, e ha annunciato una riforma della legge nazionale, per aggiornare una normativa ormai datata e adeguarla alle esigenze di tutela ambientale e delle comunità locali. Un percorso iniziato nei primi anni Novanta, durante il ministero di Carlo Ripa di Meana, che nel 1992 intervenne per la tutela di Budelli, promuovendo iniziative per inserire l’isola e il resto dell’arcipelago nel sistema nazionale delle aree protette. Il Parco fu istituito con la legge del 1994, quando ministro dell’Ambiente era Valdo Spini. A maggio 1996, durante il passaggio dal governo Dini al governo Prodi, fu firmato il decreto istitutivo, con decorrenza dal 1997. Il primo presidente fu Ignazio Camarda, docente di Botanica a Sassari.
I risultati
L’incontro, promosso dall’attuale presidente Rosanna Giudice al Circolo ufficiali della Marina militare, ha visto la presenza del vicepresidente regionale Giuseppe Meloni. L’obiettivo del Governo è «far convivere davvero quella che è la conservazione della natura con quella che deve essere la vita, la nostra vita, la vita civile, la vita moderna», ha affermato Pichetto Fratin, sottolineando la necessità di conciliare salvaguardia della biodiversità e attività umane. Il ministro ha spiegato dunque di lavorare a un intervento per aggiornare la legge quadro sulle aree protette, risalente al 1991. Ha richiamato poi i cambiamenti climatici, le conseguenze sulla biodiversità e l’obiettivo internazionale di proteggere entro il 2030 il 30 per cento delle aree terrestri e marine. La tutela, nella sua visione, non deve essere avvertita come un vincolo fine a sé stesso, ma offrire prospettive alle nuove generazioni.
La Regione
Sulle ricadute economiche e sociali della presenza del Parco si è soffermato Giuseppe Meloni. Il vicepresidente della Regione ha ricordato che La Maddalena vive una condizione particolare: all’insularità della Sardegna si sommano le difficoltà proprie di un arcipelago, soprattutto nei trasporti, nei servizi e nelle attività stagionali. «La tutela del patrimonio naturale e lo sviluppo della comunità sono parti di una stessa responsabilità politica», ha affermato. La Regione guarda alla Carta europea per il turismo sostenibile come strumento per coinvolgere istituzioni, operatori economici e cittadini in un percorso di sviluppo. Tra gli obiettivi figurano qualità del turismo, lavoro e possibilità per i giovani di restare sull’isola.
L’ex arsenale
Un passaggio è stato dedicato all’ex Arsenale. Meloni ha rivendicato il ruolo della Regione nel superamento delle controversie che ostacolavano le bonifiche, ricordando l’accordo tra le parti, il progetto esecutivo e l’avvio del risanamento dello specchio acqueo. «La riqualificazione può aprire una fase nuova per l’economia locale attraverso la valorizzazione della vocazione nautica e marittima, l’insediamento di attività qualificate, la creazione di servizi e nuove occasioni di occupazione». L’obiettivo è affiancare alle bonifiche un progetto di rigenerazione, condiviso con il Comune e le istituzioni competenti, che restituisca all’ex struttura una funzione economica compatibile con il territorio.
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