«Per me significa tornare a casa». Con queste parole Max Canzi ha ripreso il suo rapporto con il Cagliari Calcio, da dove lo avevo lasciato. O quasi. Nel 2020, dopo un ottimo quinquennio da capo allenatore della Primavera, divenne vice di Walter Zenga in Serie A: epoca Covid, una salvezza portata a casa qualche mese dopo l’illusione della Champions con Maran, e le strade si divisero.
Nel frattempo, Canzi, ha allenato Olbia e Pontedera in Serie C prima di un cambio-settore che lo ha portato alla guida della Juventus Women. Nelle ultime due stagioni con la prima squadra femminile bianconera ha costruito i presupposti per uno scudetto, una Supercoppa Italiana, una Coppa Italia e una Serie A Women’s Cup. «È stata una grandissima e bellissima esperienza, all’interno di un top club a livello mondiale, in una grande azienda. Ho avuto modo di apprezzare la grande organizzazione del lavoro, la cura del dettaglio sotto l'aspetto sia tecnico che organizzativo», ha raccontato lunedì scorso, presentato, o meglio “ripresentato” alla stampa dal presidente Giulini insieme al nuovo direttore sportivo Pietro Accardi.
L’eredità
Nella sua seconda vita cagliaritana, Max Canzi sarà direttore del settore giovanile raccogliendo l’eredità di Bernardo Mereu e inserendosi in un contesto che negli ultimi tempi ha lanciato messaggi confortanti. «Ho la fortuna di arrivare alla guida di un settore giovanile già molto strutturato, molto organizzato, grazie al lavoro di chi mi ha preceduto, è stato un lavoro di altissimo livello», ha confermato il nuovo responsabile, «Dobbiamo continuare su questa linea, migliorando i dettagli, cercando di rendere il nostro settore giovanile sempre più moderno e al passo con i tempi», il passaggio nella conferenza.
Anche perché, osservando l’ultimo triennio, il Cagliari ha sempre portato almeno una squadra giovanile ai playoff nazionali: nell’ultima stagione è toccato a un Under 15 molto interessante, mentre appena un anno fa, lo storico risultato della comitiva Under 17. Nel mezzo il settore giovanile rossoblù aspetta la crescita, direzione Primavera, della classe dei 2009, molto considerata all’interno di Asseminello. Che negli anni punterà a diventare sempre più appetibile a giovani profili internazionali, continuando il lavoro di scouting che ha già portato in Sardegna una folta colonia dall’est e diversi profili dalla Francia e dall’Africa.
Gli innesti
Nel breve periodo, potrebbe rimpolparsi l’area di analisi continuando a implementare l’uso delle nuove metodologie, mentre ampliando lo sguardo il grande compito affidato a Canzi sarà quello di creare le basi per una prima squadra femminile. In questo momento il Cagliari, nel calcio a 11, arriva solo fino all’Under 17. Al nuovo timoniere la sfida di rilanciare le idee: si lavorerà a un battesimo nell’estate 2029.
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