L’analisi.

Le piazze dei ragazzini,  c’è il rischio di saldatura con gli antagonisti  

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L'assalto a Milano e in altre città sabato scorso da parte di bande di ragazzini incappucciati ha sorpreso anche i veterani dei disordini di piazza, dalle ali dure degli antagonisti agli anarchici e pro-Pal. Secondo fonti di sicurezza, questi ambienti tentano ora di avvicinare i nuovi contestatori.

Le manifestazioni organizzate per domani saranno un banco di prova per eventuali saldature. Il fenomeno è stato analizzato dal direttore dell'Aisi, Bruno Valensise, ascoltato dal Copasir. A provocare i danni sono stati gruppi di giovanissimi, anche minorenni, stranieri e italiani, richiamati dalle dinamiche social. Una mobilitazione spontanea, difficile da intercettare per intelligence e polizia. Non emerge una regia di Stati o gruppi stranieri, che però tenterebbero di amplificare e strumentalizzare i disordini per descrivere un Occidente in crisi. Per gli apparati, molti ragazzi sono mossi più da istanze nichiliste che ideologiche, ma rischiano di essere arruolati per nuove violenze urbane.

Il Movimento 17 ottobre, che ha rivendicato gli scontri, annuncia presidi in varie città per una «mobilitazione permanente contro il governo dei padroni». Allerta a Milano, dove esordiranno i 500 parà inviati con il decreto sicurezza. A Roma attesi 10mila partecipanti alla manifestazione per la pace «Fuori l'Italia dalla guerra»; in mattinata sfileranno anche studenti di destra. Altri cortei a Torino, Padova e Bari.

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