Villamar.

Le piante dei bambini restano in attesa 

Da giugno i volontari chiedono al Comune uno spazio dove metterle a dimora 

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Ci sono ottanta piante pronte a mettere radici negli spazi di Villamar ma che nel frattempo rischiano di seccarsi, un’associazione di volontari disposta a sistemarle e curarle gratuitamente e un’amministrazione comunale che temporeggia nell’assegnazione degli spazi.

L’iniziativa coi bimbi

È la fotografia di un’iniziativa della Protezione civile locale rimasta in stallo, per la quale volontari e minoranza chiedono oggi un segnale di ascolto da parte dell’amministrazione. Lo scorso 11 aprile, in occasione della Giornata dell’albero, alunne e alunni della scuola primaria di Villamar hanno messo a dimora i primi alberelli nell’area denominata Su forraxi.

A progetto didattico concluso, l’associazione si è ritrovata con una scorta di piante fornite dal servizio forestale e rimaste in giacenza nella sede di viale Rinascita: lecci, carrubi, palme e rosmarini destinati, nelle intenzioni, alla riqualificazione della zona industriale o di altri spazi spogli del paese.

L’attesa

Il 12 giugno la Protezione civile ha formalizzato la richiesta via pec al Comune, offrendo la piena disponibilità dei propri associati per farsi carico di piantumazione, annaffiatura e manutenzione, «senza rappresentare un peso per le casse pubbliche», precisa Rita Podda, presidente della Protezione civile. A distanza di oltre due mesi, tuttavia, l’istanza non avrebbe ottenuto una risposta formale né l’indicazione dei siti idonei. «Siamo riusciti a coinvolgere i bambini facendoli sentire responsabili della natura, ed è stato un bellissimo successo. Ora ci dispiace veder morire queste piantine nei vasetti della nostra sede, dove andiamo due volte a settimana per innaffiarle», racconta amareggiata Podda, «Noi avevamo chiesto semplicemente che ci venissero indicate delle aree idonee per poterne disporre senza creare ostacoli a nessuno. La nostra è una proposta di cittadinanza attiva nata con spirito di collaborazione: l’unico obiettivo era e resta quello di regalare un po’ di verde in più e un paese più bello a tutta la comunità».

Caso politico

La questione è stata sollevata anche a margine del Consiglio comunale dal consigliere di minoranza Valerio Porcu. «Di fronte a un’iniziativa che non comporta alcun costo economico né l’impiego di risorse comunali», sottolinea Porcu, «l’amministrazione avrebbe dovuto dare almeno un riscontro su un’iniziativa importante per il decoro e l’ambiente. Non si tratta di fare polemiche politiche ma di manifestare dispiacere e sollecitare un dialogo: basterebbe che il Comune identificasse le aree ritenute più idonee per consentire ai volontari di procedere con la piantumazione». Mentre dall’amministrazione, al momento, si sceglie di non rilasciare dichiarazioni ufficiali sulla gestione della pratica, le piantine restano in custodia alla Protezione civile, con la speranza che l’inizio dell'autunno possa portare il via libera necessario per metterle a dimora.

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