Ciclismo.

Le parole di Bennati, la profezia del Diablo: «Il giorno più bello» 

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Bosa. Che tra il Festival di Sanremo, che si disputa a pochi metri da casa sua, e la partita di Champions della Juve (la sua squadra del cuore), Nicolò Garibbo non avrebbe mai creduto che sarebbe riuscito a ritagliarsi uno spazio tutto per lui nelle cronache: «È il giorno più bello della mia vita», dice dopo aver tagliato il traguardo per primo, esattamente come aveva profetizzato il “Diablo” Claudio Chiappucci a 20 km dalla fine. Ventisei anni, di Imperia, un’infanzia divisa tra lo sci e il ciclismo, Garibbo - uno che da Élite ha pure vinto tanto - era sul punto di smettere. Lo ha salvato un... pilota di Formula 1. Esatto: Ukyo Katayama è il fondatore e direttore del Team Ukyo, squadra Continental giapponese che ha tesserato Garibbo: «Ho dimostrato di valere qualcosa, adesso spero che qualche squadra Professional o World Tour mi noti», dice, ma non è una mancanza di gratitudine.

C’è un dettaglio curioso: «Nei giorni scorsi ho pedalato assieme a Daniele Bennati, che è del paese della mia fidanzata», rivela Garibbo, «e mi ha detto che lui ha vinto questa corsa. Io invece in Sardegna ero venuto soltanto in vacanza da bambino, ma da adesso avrà sempre un posto speciale nel mio cuore». Con la benedizione della “Pantera” di Castiglion Fiorentino, ora Garibbo vuole provare a tenere la maglia di leader «fino alla fine ma non sarà semplice: siamo una squadra Continentale contro formazioni World Tour e Professional ma già questa vittoria per noi è un grande traguardo, la prima in una gara così. Dobbiamo godercela», assicura.

«Non mi aspettavo di battere un corridore come Zana, anzi sono onorato di essere stato in fuga con lui, Garofoli e Berrade. Avevo crampi, ho cercato di stare un po’ sulle ruote. Quando ho visto partire la volata sono scattato: poi è successo tutto in modo inatteso. L’ho sognata talmente tante volte una vittoria di spessore del genere: finalmente è arrivata». Alla fine le lacrime: «Non ho avuto una storia facile, tanti problemi, ero sul punto di smettere ma ho tenuto duro e devo ringraziare i miei genitori e la mia ragazza».

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