Poste vuole diventare la piattaforma che connette l’Italia fisicamente e digitalmente: l’acquisizione di Tim è il culmine della strategia annunciata un anno fa col piano 2024-2028 “The Connecting Platform”. Il dossier era sulla scrivania di Matteo Del Fante già da 5 anni, ma il debito di Tim era ancora troppo alto: dopo la “cura” Labriola è stato possibile accelerare. Solo un anno fa Poste Italiane è entrata nel capitale e rapidamente si è portata al 24,81%, sostituendo Vivendi come primo azionista. Ora Del Fante vuole il controllo completo di Tim, per avere mani libere su sinergie e consolidamento delle tlc. L’obiettivo non è la fusione tra le due società: Tim resta «stand alone e l’iconico brand sarà protetto», assicura Del Fante. Si potrebbe dire che Tim non è il fine ma il mezzo, partner ideale per accelerare la crescita futura della piattaforma e il culmine del nostro percorso di 9 anni», aggiunge. Alcune funzioni verranno integrate come il customer care, la centrale acquisti, il marketing e la comunicazione: una fusione ci sarà ma sarà quella di Poste Mobile in Tim. Lontana dalla Borsa e potendo contare su solidità finanziaria e cash flow di Poste, «Tim sarà più aggressiva sul mercato e potrà accelerare sul consolidamento». Si attende che il cda di Tim si esprima ufficialmente, ma la società ha già fatto sapere a caldo che prende atto dell’offerta. L’opas dovrebbe essere lanciata a luglio e chiudersi nel quarto trimestre, prevede una parte in contanti e una in azioni.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
