La mostra.

Le diecimila immagini di Goffredo Guiso: ritratto di Barbagia 

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Nell’epoca dei grandi reportage sulla Sardegna di metà del Novecento, a Nuoro, in un piccolo studio fotografico, Goffredo Guiso ritraeva volti, personaggi che passavano in città, concittadini. Non c’era bisogno di viaggiare, era la Sardegna dell’interno che andava da lui. I suoi ritratti erano il frutto di un’attività che si svolgeva a pochi passi dalla stazione dei pullman, dove la città barbaricina si apriva al suo territorio. Un lavoro che restituisce un pezzo dell’Isola di allora e che oggi è diventato un archivio di oltre diecimila immagini da donare all’Isre dopo un lavoro, nato per caso (dall’acquisto dell’abitazione del fotografo), che ha portato alla mostra su “Goffredo Guiso, fotografo in Nuoro”, ospitata fino a domenica negli spazi espositivi del Museo del costume. Oggi, invece, alle 18, sarà presentato il catalogo scaturito dalla mostra curata da Marco Navone e che ha avuto uno straordinario successo di pubblico e critica.

Il catalogo, 230 pagine, ripercorre i capitoli dell’esposizione ed è arricchito, oltre agli scritti già presenti in mostra, da saggi di Piero Mura e Paolo Piquereddu. Gli autori si concentrano su vari aspetti: Salvatore Pinna, nipote di Guiso, ricostruisce la storia dello studio, realizzato dal nonno Sebastiano (amico di Grazia Deledda), che nel 1907 lo aprì per lasciarlo poi nelle mani del figlio Goffredo. Francesco Sparacino, autore del ritrovamento del materiale da cui è scaturita l’operazione culturale, che per l’occasione si è recato a Verona per intervistare il figlio e i parenti del fotografo, racconta l’opera e la storia di Goffredo Guiso insieme a quella della moglie, Andreina Rigo. Piero Mura si sofferma sulla lettera inedita di Grazia Deledda a Sebastiano, nella quale si complimenta per le sue fotografie, mentre il curatore, Marco Navone, ragiona sull’importanza di recuperare e tutelare gli archivi fotografici. Infine, Paolo Piquereddu, da esperto di antropologia visuale e grande conoscitore della realtà nuorese, firma un bellissimo saggio nel quale racconta le suggestioni delle fotografie di Guiso nella realtà del centro barbaricino e i rapporti tra le foto e la realtà cinematografica di quegli anni. il catalogo e la mostra sono stati realizzati dall’associazione Argonauti, grazie al sostegno dell’assessorato regionale della Cultura e il patrocinio dell’Isre.

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