Le saracinesche delle botteghe artigiane continuano ad abbassarsi, molte purtroppo per sempre. Dal 2012 al 2023 Oristano aveva perso 1.058 soggetti: da 4.460 a 3.402, meno 23,7 per cento. Tra le province sarde Oristano era quella che perdeva di più. L’Associazione artigiani e piccole imprese Mestre titolava: «A.a.a, artigiani cercasi. Ormai abbiamo più avvocati che idraulici». Trovare un avvocato non è difficile neppure a Oristano mentre diventa complicato recuperare un idraulico, un fabbro, un elettricista e o serramentista. Da allora niente è cambiato, anche se ci sono alcuni giovani che si mettono in gioco con nuove attività, dai barbieri alle sarte fino ai servizi per animali.
I dati
L’Associazione artigiani su dati Inps, riferisce che in un anno, dal 2024 al 2025, Oristano ha perso altre 155 imprese, 3.041 contro le 3.196 precedenti pari a meno 4,8 per cento. È andata meglio rispetto al dato nazionale del 5,1 ma peggio anche se solo di qualche decimale rispetto al dato regionale che l’Inps quantifica nel 4,2 per cento. Girando per la città, ma anche i paesi della provincia non fanno eccezione, è facile capire che le botteghe artigianali sono ormai nicchie, perle rare: orologiai, tappezzieri, corniciai e tante altre. Faticano, nonostante le attività promozionali patrocinate dal Comune anche i ceramisti, eredi dei figoli ai quali per antico e solido amore venne dedicata una via centrale della città.
Le associazioni
«L’artigianato perde numeri ma se è sparita la bottega nel centro storico, nelle zone commerciali si può trovare l’edizione aggiornata dei sarti, dei vetrai, degli orafi eccetera – sostiene Marco Franceschi, direttore della Confartigianato oristanese - Oltre che un insufficiente ricambio generazionale, alle perdite concorrono il boom del commercio elettronico, il costo pesante degli affitti per non parlare delle tasse che portano tanti artigiani a chiudere bottega». Franco Pinna, presidente della Cna lancia un segnale di speranza: «Alcune imprese sono praticamente sparite ma ne nascono altre, penso ai servizi per animali, cani e gatti, agli installatori di impianti, ai trasporti, ai barbieri. Il mondo cambia e sta a noi attrezzarci offrendo servizi sempre più all’altezza».
Le attività
Mattia Masala, 25 anni, e Lorenzo Tola di 18 anni, lavorano di spazzola e rasoio nella “Casa del barbiere” nella centralissima Galleria Porcella. «Dopo le medie ho frequentato il corso professionale per parrucchieri ed eccoci qui. Il lavoro mi piace, serviamo tanti giovani ma anche bambini e anziani. Lasciare? Non ci penso proprio», confessa Mattia. A Oristano parli di artigianato e spunta la ceramica, non per niente è la città del Figoli. «In città siano rimasti quattro cinque, in tutta la provincia non arriviamo a dieci. Ci difendiamo ma occorre fare di più, le amministrazioni dovrebbero venirci incontro in maniera più convinta. Siamo eccezionali nella qualità, difettiamo nella promozione» è il pensiero della maestra ceramista Margherita Pilloni. L’assessora Valentina De Seneen: «Per noi la ceramica rappresenta uno dei settori strategici, tant’è che presto avrà la sua sede permanente. Non c’è manifestazione in cui il settore non sia rappresentato, si può fare di più certo e noi siamo pronti a sostenere qualunque iniziativa».
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