La proposta.

Lavoro e uguaglianza Centinaia di adesioni alla campagna Cgil 

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Stesso posto di lavoro, ma diritti diversi. Contratti differenti, appalti al ribasso e sicurezza sempre più fragile. Un modello sempre più basato su esternalizzazioni che, secondo la Cgil, ha frammentato il lavoro e le sue tutele. È da qui che parte la raccolta firme lanciata dal sindacato per due proposte di legge di iniziativa popolare su lavoro e sanità, con l’obiettivo dichiarato di «ricostruire un lavoro dignitoso» e ridurre le disuguaglianze tra lavoratori.

La raccolta firme è partita anche a Cagliari, dove ieri in piazza Garibaldi, fino alle 12.30, il banchetto ha raccolto centinaia di adesioni. «In Sardegna il sistema del lavoro è colpito in modo molto pesante, con un’incidenza di esternalizzazione che arriva a circa il 70% anche nella pubblica amministrazione», spiega la segretaria generale della Camera del Lavoro Simona Fanzecco. «È un sistema che spinge alla concorrenza al ribasso, frammenta i contratti e produce lavoratori con diritti diversi pur svolgendo le stesse mansioni. Degli oltre 1000 contratti collettivi solo 300 sono firmati dai sindacati. Chiediamo perciò che a parità di lavoro corrispondano lo stesso salario, gli stessi diritti e lo stesso contratto».

Una battaglia che, per il sindacato, non riguarda solo le regole del lavoro ma la qualità stessa della democrazia. «Costruire partecipazione significa costruire democrazia», ha affermato la segretaria nazionale della Cgil Lara Ghiglione. «Per questo abbiamo messo insieme queste due proposte di legge di iniziativa popolare, che riguardano la qualità della vita, del lavoro e della democrazia nel Paese».

Accanto al tema del lavoro anche quello della sanità, con l’obiettivo di rafforzare il sistema pubblico e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure. «Oggi il diritto alla salute è sempre più a rischio, con il 18% delle persone che rinuncia alle prestazioni sanitarie anche in Sardegna», aggiunge Fanzecco. «Per questo è necessario investire nella sanità pubblica: per garantire uguaglianza, dignità e diritto alla cura senza differenze di reddito o territoriali».

La mobilitazione, iniziata venerdì e proseguita ieri, ha visto oltre 1000 banchetti e iniziative in tutta Italia, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la raccolta firme, oltre il numero formale di 50mila adesioni, e portare le proposte all’attenzione del Parlamento.

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