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Villaputzu. L’unica cosa certa è la data dell’inizio del lavori: 11 dicembre 2023. Quattro giorni prima il ponte di ferro tra Muravera e Villaputzu venne chiuso al traffico. L’ex Provincia del Sud Sardegna puntava a chiudere il cantiere entro il 3 giugno 2025. Sono passati quasi nove mesi e non è accaduto niente. «Sta diventando un incubo, i lavori vanno a rilento e nessuno è in grado di dirci quando sarà possibile riaprire il ponte al traffico», commenta Isa Piazza, commerciante e attivista del Comitato che da tempo chiede una svolta nella vicenda del viadotto chiuso.
La protesta
Le manifestazioni a Villaputzu e Cagliari hanno rilanciato la protesta dei cittadini, esasperati per la lentezza dei lavori e per i disagi. Recentemente è rimasto chiuso al traffico anche il guado sul Flumendosa per 40 giorni in seguito al maltempo. «Il paese è rimasto isolato con conseguenze pesantissime», dice Antonello Congiu, presidente del comitato che chiede «un nuovo ponte per il Sarrabus Gerrei». I cittadini sono esasperati, le attività economiche registrano perdite pesantissime. Studenti, pensionati e lavoratori che utilizzano i mezzi pubblici ogni giorno sono costretti a viaggi lunghissimi. Nel guado sul fiume, riaperto da poco al traffico, gli autobus non possono transitare, cosi come i trattori e i motocarri. Due settimane fa si è sbloccata la situazione per le ambulanze, che ora posso attraversare lo sterrato pieno di buche. «La chiusura del ponte ha stravolto la nostra quotidianità – aggiunge Isa Piazza – Villaputzu, Muravera e San Vito rappresentano una grande comunità. Con il ponte chiuso sono aumentati non solo di disagi, ma anche i costi».
Il presidio
«La ditta si è dimostrata inadempiente, speriamo che ne venga individuata al più presto un’altra per concludere i lavori», fa sapere il sindaco Sandro Porcu. Ma la mobilitazione non si ferma. Da qualche giorno c’è un presidio fisso nella zona del ponte. «Bisogna seguire l’esempio di Genova per la ricostruzione del ponte Morandi – commentano gli attivisti –. Regione e Governo devono prendere in mano la situazione». Ivano Casula teme che i tempi possano allungarsi a dismisura: «Bisogna tenera alta l’attenzione». La tensione è altissima. «Siamo esasperati – aggiunge Antonio Floris – questa situazione sta mettendo in ginocchio l’economia». C’è anche chi auspica un intervento della magistratura. Intanto si registra l'azione della Città metropolitana che ha avviato le procedure per la rescissione del contratto con la ditta che stava eseguendo i lavori.
Costi e disagi
«Quando il guado era chiuso al traffico è stata davvero dura. Noi arriviamo ogni giorno da San Vito. Abbiamo sostenuto maggiori spese per il carburante e ci sono stati problemi anche per gli affari. Molti nostri clienti arrivano da Muravera e chiaramente non se la sentivano di fare 40 chilometri», commenta Andrea Melis, che gestisce una macelleria in via Nazionale con il fratello Francesco. «Ho molti clienti che arrivano da Villasimius, ma purtroppo sono stati penalizzati da questa situazione – dice il parrucchiere Alessio Pees. Preoccupazione anche per chi opera nel settore turistico. «I miei clienti scelgono di stare a Villaputzu, ma amano visitare Villasimius e Costa Rei. Molti si muovono anche con i mezzi pubblici e non se la sentono di affrontare viaggio troppo lunghi. Per noi è un danno all’immagine turistica», dice l’imprenditore Mario Lussu. Concetti condivisi anche dal ristoratore Gianni Carta: «Il mio locale è aperto tutto l’anno. Molti clienti di Cagliari ormai vengono raramente, proprio a causa della viabilità disastrosa. Spero solo che si faccia presto con i lavori».
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