L’evento.

L’Avis premia i migliori donatori: «Un atto socialmente utile» 

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La donazione come atto di solidarietà e capace di creare una comunità. È il messaggio emerso domenica durante la Festa del Donatore organizzata dall’Avis provinciale, che ha premiato 48 donatori provenienti da ventiquattro Comuni del territorio.
«La donazione è dare se stessi agli altri. È un atto sociale utile alla collettività, compiuto nel rispetto di due principi fondamentali del sistema italiano: gratuità e anonimato. Dobbiamo difendere la ricchezza morale della nostra associazione», ha ricordato Lorenzo Ceribelli, testoriere Avis Nazionale e presidente Avis Torino.
Un tema rilanciato anche dal presidente provinciale Nicola Ondradu: «Abbiamo festeggiato i migliori donatori, due per ogni comune. La donazione crea un legame tra chi dona e chi riceve, ma porta benefici sia al prossimo sia al donatore stesso».
Nel suo intervento il presidente regionale Avis Sardegna, Vincenzo Dore, ha sottolineato la necessità di una collaborazione con le istituzioni. «Ancora oggi dobbiamo contare sull’aiuto di altre regioni. Faccio un appello: abbiamo necessità di supporto da parte delle istituzioni. Chiediamo un incontro con l’assessora alla Sanità, Alessandra Todde».
Ma il momento più emozionante della mattinata, è stata la testimonianza di Alessandro Lippi, che ha scoperto la leucemia 2 anni fa grazie alle analisi di rito durante una donazione. «Pensavo di dare qualcosa agli altri, poi mi sono trovato dall’altra parte. Nel giro di tre mesi sono passato dal vedere una sacca vuota riempirsi con il mio sangue, a una piena che si svuotava per salvarmi la vita. Io stesso ho sottovalutato il gesto del dono, ogni donazione è fondamentale».

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