Un’isola che trasuda storia, coraggio e senso di giustizia, luogo di dannati e di uomini di Stato, simbolo di una svolta nella lotta contro Cosa Nostra. L’Asinara entra ufficialmente nel circuito nazionale del Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, un piano condiviso a Palermo il 23 maggio 2025, diventato operativo con il Protocollo d’intenti firmato il 14 aprile a Cagliari tra la Regione, rappresentata dalla presidente Alessandra Todde, la Fondazione Falcone e l’associazione First social life, promotori del progetto, la Conservatoria delle Coste, l’Ente Parco nazionale dell’Asinara e il Comune di Porto Torres.
L’isola diventa così un unicum museale, punto di riferimento culturale e civile che comprende la Foresteria Rossa, la casa che accolse i due magistrati nell’estate del 1985, giorni significativi per la preparazione del primo maxiprocesso contro la mafia. L’edificio è destinato ad accogliere il centro di attività formative per riaffermare la memoria collettiva nel rispetto della vocazione dell’Asinara non solo alla tutela ambientale, ma alla legalità e alla giustizia.
La famiglia
L’incontro, nell’Ufficio regionale della Presidenza, con il nipote di Falcone, Francesco Di Fresco, e il coordinatore del Museo del presente, Alessandro De Lisi, rafforza l’alleanza strategica che porterà alla predisposizione del piano attuativo con il recupero delle strutture carcerarie dismesse, dall’edificio di Campu Perdu al penitenziario di massima sicurezza di Fornelli, quindi alla nascita della Cittadella della Legalità, luogo di sviluppo delle attività di alta formazione e motore di educazione alla giustizia. «La storia della nostra Repubblica ha scritto una delle pagine più importanti proprio sull’isola dell’Asinara, e le istituzioni hanno la responsabilità di creare la consapevolezza nelle nuove generazioni», spiega Gianluca Mureddu, presidente del Parco dell’Asinara. «Lo scambio d’intenti offre a queste due terre, Sicilia e Sardegna, l’opportunità per promuovere la storia di due figure emblematiche della legalità, i giudici Falcone e Borsellino, e allo stesso tempo di cambiare il paradigma dell’Asinara, da isola chiusa a circuito aperto capace di esaltare gli eroi di Stato».
Il percorso
Un percorso cominciato con l’accordo quadro siglato il 10 settembre scorso tra l’Ente Parco e l’Università statale di Milano, un progetto ambizioso promosso da Nando Dalla Chiesa, docente ordinario di Sociologia della criminalità organizzata, con l’obiettivo di trasformare l’isola e le sue ex carceri in un Centro universitario di eccellenza per la ricerca scientifica sul patrimonio archivistico e storico sociale degli istituti di pena, attualmente nella disponibilità del Parco. Si pensa di attivare corsi di alta formazione destinati agli studenti universitari per la promozione e divulgazione dei risultati degli studi, così da promuovere progetti e iniziative di rango accademico in tema di educazione alla legalità e di amministrazione della giustizia, in un quadro di valorizzazione della funzione dell’isola all’interno degli eventi culturali nel Mediterraneo. L’accordo, che prevede in cambio la concessione di borse di studio per la frequenza al corso di dottorato di ricerca all’Università di Milano, sarà approvato nella riunione del prossimo consiglio direttivo del Parco, domani a Stintino.
Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto, vittima nel 1982 di un agguato mafioso, guida dal 2013 il progetto “Università itinerante”, l’iniziativa che trasforma l’ex carcere di massima sicurezza dell’Asinara in un luogo di alta formazione sui temi dell’antimafia, coinvolgendo studenti in seminari e attività didattiche. Giovani che troveranno ospitalità nelle strutture di accoglienza, edifici dismessi in fase di ristrutturazione, un patrimonio gestito dall’assessorato regionale all’Ambiente tramite la Conservatoria delle Coste, interessato da lavori di recupero, come l’ex carcere di Fornelli, e da interventi di efficientamento, come l’ex diramazione di Campu Perdu.
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