Guerra.

L’Arabia Saudita chiude l’oleodotto Est-Ovest dopo i droni dall’Iraq 

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Riad. Si infiamma la crisi nel Golfo, dove Riad è stata costretta a chiudere provvisoriamente l'oleodotto chiave Est-Ovest dopo un attacco con droni provenienti dall'Iraq, terreno franco per milizie filo-Teheran che fanno parte dell'Asse della resistenza iraniana. Come gli Houthi nello Yemen. Il raid, che ha causato alcuni feriti e danni ancora in fase di valutazione, non è stato rivendicato. Ma Donald Trump, volato in Irlanda per un torneo di golf in uno dei suoi resort, ha già puntato il dito contro gli ayatollah, affermando che probabilmente l'Iran è responsabile dell'attacco. Il tycoon ha anche ribadito che la guerra in Iran finirà dopo le elezioni di Midterm, quando i prezzi del petrolio crolleranno, e ha lasciato intendere che non interverrà contro i ribelli yemeniti nonostante la loro conquista dello stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso, una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo. «Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono combattere con noi, non vogliono che li attacchiamo», ha detto ai giornalisti The Donald, che giovedì scorso aveva già respinto la richiesta del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman di bombardare i ribelli. Ma gli Houthi lo hanno smentito poco dopo. In un post su X, Hazem al-Assad, membro dell'ufficio politico di Ansarullah (Partigiani di Dio), l'organizzazione armata dei ribelli yemeniti, ha definito l'affermazione «infondata e falsa», sottolineando che nessun funzionario del governo di Sana'a ha contattato la Casa Bianca. In realtà The Donald non vuole impantanarsi su un altro fronte di guerra, dopo quello altamente impopolare dell'Iran che rischia di costargli salato il voto di Midterm. La verità tuttavia è che ora ha perso un altro stretto, dopo quello di Hormuz. Se l'avanzata degli Houthi è una brutta notizia per gli Stati Uniti, è una notizia ancora peggiore per l'Arabia Saudita, che ora si trova fra due fuochi, priva dell'appoggio Usa e con le due principali rotte per l'esportazione del greggio sotto scacco. Riad è stata colpita alle spalle da nord, ossia dall'Iraq. Difficile pensare che dietro non ci sia la regia di Teheran, abilissima nel giocare su tavoli multipli e comunicanti, agganciando la guerra con gli Usa a tutti gli altri fronti: Libano, Gaza, Yemen.

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