Va bene, per così dire, l’esonero: decisione tecnica che «ci può stare», anche se i risultati in queste due stagioni sono andati «oltre le più rosee aspettative». Ma scoprire che la decisione è stata presa per “situazioni comportamentali” «non è accettabile». Quindi reagire è necessario: «Devo tutelare la mia persona».
Clima caldo
Al Lanusei Calcio il clima bollente diventa incandescente ora che l’ex allenatore Alberto Piras, sollevato improvvisamente dall’incarico il 10 marzo, decide di replicare alle dichiarazioni con cui il dirigente Mauro Pretti pochi giorni fa ha spiegato all’Unione Sarda che la sostituzione in panchina è stata decisa per atteggiamenti del mister ritenuti non appropriati. Così il mister, che già nei giorni scorsi ha chiesto ufficialmente alla società di ritirare le accuse ipotizzando, in caso contrario, di andare davanti al collegio arbitrale e anche oltre (la pratica è seguita dagli avvocati Paolo Busanca e Giambattista Alimonda), replica anche mediaticamente al club sostenendo che la contestazione, oltre a «non essere condivisibile», servirebbe solo «a giustificare il licenziamento per giusta causa». Quindi a non pagargli la parte di emolumenti prevista sino al 30 giugno, data di scadenza del contratto.
Tanti episodi
Solo l’ultimo di una serie di problemi cominciati con le dimissioni della presidente Valentina Vacca e del ds Gigi Di Maio, della nuova presidente Paola Gillone (che però resterà in carica sino a giugno), del vice presidente Mario Gisellu e dell’allenatore dei portieri Massimo Pisu. Infine l’esonero di Piras e del suo vice Enrico Cuccu.
Il dirigente Pretti ha spiegato che «l’anno scorso c’era una compagine societaria, quest’anno è entrato un nuovo gruppo» e i vertici hanno ritenuto di fare delle modifiche, mentre la rottura con l’ex tecnico è legata a quelle presunte e non specificate «situazioni comportamentali».
Buoni risultati
Eppure «la squadra andava bene», sottolinea ora Piras, come del resto ammesso dallo stesso dirigente. «Sono subentrato due anni fa dopo una salvezza ottenuta all’ultima giornata» in Promozione, ha detto l’allenatore, «ho rifondato la formazione e abbiamo vinto il campionato ed eravamo in posizione ottima in Eccellenza». Quinti con 36 punti. «Siamo andati oltre le più rosee aspettative, penso di aver fatto un buon lavoro». Nell’aria si sentiva «una certa avversione sin dall’autunno» ma la rottura è arrivata «per contestazioni non condivisibili, tre episodi più presunte ingerenze su decisioni del club».
Reazione
Così ecco la reazione. «Mi devo tutelare come persona, ho sempre rispettato tutti e mi sono comportato correttamente». Con la squadra il rapporto resta «più che positivo, coi ragazzi ho un legame particolare. Gran parte della rosa c’era dall’anno scorso e con alcuni ho avuto esperienze anche in passato». Al club invece chiede di ritirare le accuse. «Sono molto dispiaciuto, se fosse stata solo una questione tecnica ne avrei preso atto. Ora sta a loro decidere cosa fare».
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