Vaticano

L’Angelus con 30mila fedeli Papa Leone: «Grazie a tutti» 

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Vaticano. Puntuale a mezzogiorno, viso sereno e voce ferma anche se appena appena un poco più lenta del solito, papa Leone si è affacciato ieri dalla finestra del palazzo Apostolico per la recita dell’Angelus dopo il ricovero-lampo al policlinico Agostino Gemelli.

Sette giorni dopo

Proprio da quella finestra, del tutto a sorpresa, giusto una settimana fa, il pontefice aveva annunciato che si sarebbe sottoposto di lì a pochi giorni ad un intervento chirurgico per l'asportazione di un nodulo al polmone.

Al Gemelli è entrato martedì e dall'operazione è emerso un carcinoma la cui asportazione ha comportato la rimozione di una parte del polmone destro. Una vicenda che ha lasciato fedeli, Curia e il mondo intero con il fiato sospeso. E così quando ieri mattina è ricomparso al suo posto, la folla – si stima ci fossero 30mila persone – è esplosa in un boato e l'emozione si è sciolta in piazza condivisa dallo stesso Pontefice.

L’esperienza

Leone, che in genere tende alla sobrietà, si è lasciato andare a un doppio grazie prima di congedarsi dalla piazza e di dare la benedizione alzando senza problemi proprio il braccio destro. «Quest’esperienza - ha detto - mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità. Superata questa fase delicata, adesso riprenderò gradualmente le mie attività. Grazie ancora, grazie a tutti e buona domenica». E aggiunge: «Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me, ho sentito davvero il vostro sostegno. Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Gemelli».

Gli impegni

Il Papa va avanti dunque, nel governo della Chiesa (ieri è stato pubblicato il decreto della Penitenzieria apostolica con cui concede l'indulgenza plenaria in occasione della Giornata missionaria mondiale) e negli impegni, anche se non dice esattamente quali.

Sabato, appena un paio d'ore dopo la sua uscita pubblica dall'ospedale, il chirurgo responsabile dell'intervento, il professor Stefano Margaritora, ha dato il nulla osta per i viaggi aerei lasciando intendere di non avere nulla da obiettare rispetto a quella che era apparsa fin da subito la volontà del Papa, cioè mantenere gli impegni assunti e in particolare quello dell'impegnativo ed anche fortemente voluto viaggio di novembre tra Uruguay, Argentina e Perù, sua terra di missione.

Le cure

Aiutato dal Toradol (che addirittura non si trova come hanno detto lui stesso e Margaritora tra battute e sorrisi nel lungo momento di saluto con il personale del Gemelli ed in particolare proprio con coloro che hanno provveduto a rifornire l’ospedale delle dosi), Leone sta eseguendo la fisioterapia indicata, la dieta prescritta e ogni altra indicazione dei medici ma non si sbilancia su quando possa fare pieno rientro sulla scena.

Gli incontri

Ora si guarda a mercoledì, che secondo il calendario sarebbe un altro appuntamento fisso dei Pontefici, quello dell'udienza generale.

E poi, al 27 ottobre, quando era previsto che partecipasse all'incontro interreligioso di Assisi promosso dalla comunità di Sant'Egidio a quarant’anni da quello storico di San Giovanni Paolo II. Anche sul viaggio in Sudamerica rimangono ovviamente delle incognite: da programma si tratterebbe di 12 giorni, a partire dal 6 e fino al 17 novembre, con diversi spostamenti aerei previsti fra 3 Paesi e 14 luoghi diversi. percorrendo oltre 31mila chilometri e raggiungendo mete come Cuzco situate ad oltre 3mila metri di altezza. Dopo le dimissioni ospedaliere e il recupero lampo però, nessuno si azzarda più a ipotizzare limiti per papa Prevost.

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