La polemica.

L’America’s Cup accolta dal cantiere 

Per motivi di sicurezza, i lavori in via Roma non si potranno nascondere 

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Dovevano esserci i teloni a coprire il cantiere di via Roma, nei giorni dell’America’s Cup, e invece alla fine gli scavi per la metropolitana leggera resteranno in vista. Assessorato al Turismo, organizzazione e Arst avevano concordato di “nascondere” l’area oggetto dei lavori, brandizzata col logo America’s Cup. Ma, a due settimane dal via, ecco lo stop.

I motivi? Questioni di sicurezza. «Nonostante la nostra disponibilità», si rammarica l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, «non si può brandizzare il cantiere per ragioni di responsabilità su eventuali danni a cose o persone e su potenziali interferenze». I problemi riguardano il Duvri (Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze): «L’Arst ha fatto presente che l’impresa potrebbe porre riserve o chiedere risarcimenti se dovesse esserci l’effetto vela, o se si dovessero ostacolare o rallentare i lavori».

Soluzione tampone

Un minimo intervento, per sistemare l’area nei giorni di gara, ci sarà. «Faremo allargare, raddoppiando la larghezza, i passaggi pedonali e brandizzeremo almeno quelli», annuncia Cuccureddu. Gli attraversamenti saranno tre, che consentiranno di passare da via Roma lato portici alla zona del porto dove sarà allestito il Race Village, fulcro dell’intera manifestazione e accessibile gratuitamente per tutti.

A livello di cantieri, ha già concluso la parte di sua competenza (interna al porto) l’Autorità portuale, che di recente ha aperto al pubblico la passeggiata che inizia al Molo Dogana. Gli interventi in corso, dal Molo Sanità in poi, riguardano un’area che non farà parte del Race Village (la riqualificazione, avviata prima dell’assegnazione a Cagliari dell’America’s Cup, finirà nel 2027).

Per il Comune, sono in fase avanzata i lavori tra lungomare e Sant’Elia: verrà allestita una piattaforma, che rimarrà anche dopo l’evento, per consentire la partenza di ulteriori competizioni veliche. «Cagliari si mostrerà ancora una volta all’altezza della propria fama nell’idoneità a ospitare manifestazioni di questo livello», è sicuro Giuseppe Macciotta, assessore allo Sport. «Non solo sotto il profilo agonistico, ma anche sul piano della ricettività e della propria attrattività turistica e ambientale».

La vetrina

Seppur col cantiere ad accogliere visitatori e squadre, Cagliari dal 21 al 24 maggio sarà il centro mondiale della vela. La regata preliminare avvia il percorso che porterà i team a contendersi nel 2027 la 38ª edizione dell’America’s Cup a Napoli. Un momento molto atteso, che segna il ritorno in acqua delle imbarcazioni a un anno e mezzo dalle finali di Barcellona datate ottobre 2024.

In queste settimane, nel capoluogo arriveranno migliaia di appassionati (alberghi e b&b, anche in tutto il Sud Sardegna, stanno già facendo registrare il tutto esaurito) e altrettanti ospiti di team, organizzazione e sponsor. «Come presenze siamo già ben oltre le previsioni», sottolinea Cuccureddu. «I Ceo di tutte le principali società assicurative e bancarie del mondo si riuniranno nella loro assemblea proprio qui a Cagliari. Gli hotel sono già saturi, tanto che per alcuni ospiti abbiamo avuto difficoltà a trovare alloggi».

I dubbi

L’annuncio dell’evento a Cagliari risale allo scorso 10 gennaio. In poco più di 4 mesi, la città ha dovuto accelerare per mettersi in pari con l’organizzazione di una manifestazione complessa ma allo stesso tempo molto prestigiosa. «Abbiamo la formula 1 del mare: sfruttiamola», l’augurio di Edoardo Tocco (Forza Italia). «Ospitiamo l’evento mondiale della vela, un momento storico che vedrà la nostra città protagonista e con un ritorno economico notevole. Saremo la capitale di tecnologia e globalizzazione: non possiamo farci trovare impreparati».

Il cantiere in via Roma è partito il 16 marzo, nonostante fosse stato chiesto di posticipare a dopo l’America’s Cup. «Certifica l’improvvisazione del Comune», attacca il consigliere Giuseppe Farris. «Qualcuno avrebbe dovuto sapere prima che non si poteva coprire il cantiere. Il dato politico, evidente, è che lo annuncia l’assessore al Turismo e non l’amministrazione: Arst fa il cantiere, la Regione comunica e il Comune sta a guardare. Via Roma è il simbolo di una Cagliari incapace di governare il proprio territorio. Più che il cantiere va brandizzata l’improvvisazione: quella, purtroppo, è visibilissima».

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