Lattiero caseario.

L’allarme della 3A: trasporti, costi alle stelle 

«Attendiamo un intervento che riduca le spese per esportare i prodotti» 

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Costi di trasporto alle stelle. La Cooperativa 3A - Assegnatari Associati Arborea non spende meno di 1,5 milioni di euro l’anno. Un dato allarmante emerso durante un incontro con gli esperti di Clal, il colosso sardo del latte, terzo player nazionale nel settore uht.

Il mercato

Il momento informativo che ha visto la partecipazione dei soci Arborea aveva come obiettivo l’aggiornamento del quadro di settore e la condivisione - da parte della Cooperativa - delle strategie da adottare per consolidare la tenuta del distretto regionale. In particolare è stato analizzato l’andamento del mercato lattiero-caseario e del prezzo del latte vaccino in Italia, Europa e a livello internazionale, dove oggi il comparto sta vivendo una fase di diminuzione del prezzo alla stalla causato da un eccesso di offerta internazionale rispetto alla domanda con possibili ripercussioni sul mercato al consumo in termini di sottocosto e non corretta percezione del valore dei prodotti lattiero-caseari. «Abbiamo ribadito l’impegno, in linea con la nostra mission, per la tutela e la valorizzazione della filiera e per la stabilità del primo distretto agroalimentare regionale - commenta Remigio Sequi, presidente della Cooperativa – Lo scenario 2026 ha la nostra massima attenzione. Nonostante l’instabilità del mercato, continueremo a lavorare per rafforzare la filiera e preservare la redditività dei soci. Nel contempo auspichiamo un intervento delle istituzioni sui costi di trasposto a seguito dei rincari sui traghetti».

La Regione

All’incontro ha preso parte anche l’assessore all’Agricoltura della Regione, Francesco Agus: «La nostra condizione di insularità è un costo strutturale che incide sulla competitività delle nostre imprese - ha dichiarato - A parità di risultati le aziende sarde sopportano costi superiori rispetto a quelli dei produttori della Penisola. Pensiamo ai costi dell’energia o a quelli dei trasporti aggravati anche dall’aumento dell’Ets su cui si assiste a una stortura. Accelerare rispetto al processo di decarbonizzazione è doveroso, ma il prezzo non può ricadere sulle spalle dei produttori sardi, spiazzati rispetto alla concorrenza. Serve chiarire una volta per tutte le competenze in materia di trasporti marittimi e sul diritto che ha la Regione di poter assicurare alle nostre imprese una continuità territoriale per le merci così come avviene già per le persone».

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