WASHINGTON. Dopo il ciclone Barack Obama a Detroit, che ha galvanizzato i dem, in Michigan arriva Donald Trump. Un arrivo preceduto da violenti attacchi contro il candidato democratico Abdul El-Sayed che, nel comizio di sabato, Obama ha presentato come un novello Roosevelt. Per Trump l’epidemiologo di origine egiziana che il 3 novembre sfiderà l’ex deputato repubblicano Mike Rogers è «un jihadista» supporter dei Fratelli Musulmani. «Non vogliamo uno di loro al Senato – ha attaccato il presidente – Obama ora fa campagna elettorale per un jihadista dei Fratelli Musulmani, che odia gli ebrei, i neri, gli americani e Trump. E anche lui perderà. È un falso medico, che gestisce quella che è considerata la peggiore clinica d’America». Una strategia che finora non si è rivelata efficace: i sondaggi danno in leggero vantaggio il dem, che ha ribadito la sua fedeltà ai valori della Costituzione americana e preso le distanze dai Fratelli Musulmani, ma ha rivendicato il suo credo musulmano sostenendo che «a Washington c’è troppa poca fede». D’altra parte Trump in Michigan ha evitato Detroit, dove la battaglia commerciale contro il Canada danneggia l’industria automobilistica, tanto che Rogers è stato costretto a prendere le distanze dalla politica del presidente.
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