Le guerre

La vendetta di Putin dopo i raid Pioggia di droni russi devasta Kiev 

Almeno 4 morti e 80 feriti, nel mirino scuole e palazzi. Sdegno dell’Ue 

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Kiev. Ieri mattina nella capitale ucraina con il sorgere del sole il fumo nero di diversi incendi si è diffuso sullo skyline, lasciando un odore acre in varie zone della città. E danni diffusi a palazzi residenziali, uffici, negozi, scuole, magazzini, all’ingresso di una stazione della metropolitana. Persino al ministero degli Esteri ucraino e in piazza Piazza Maidan, il cuore del centro storico della capitale. Colpito anche il complesso dove vive l’ambasciatore dell’Albania, Paese che ha convocato l’ambasciatore russo a Tirana, mentre l’onda d’urto non ha risparmiato gli studi delle emittenti pubbliche tedesche Ard e Deutsche Welle. Poche ore prima i vigili del fuoco lavoravano a tutto spiano con gli idranti per spegnere le fiamme in decine di edifici danneggiati, mentre i soccorritori evacuavano i feriti tra le macerie.

Il bilancio

Sono le scene dell’ultimo attacco russo su vasta scala, la vendetta promessa da Vladimir Putin dopo il raid ucraino che ha causato 18 vittime in un edificio nel territorio occupato del Lugansk (un dormitorio studentesco secondo Mosca, un sito militare per Kiev). Una pioggia di 90 missili Iskander, Kinzhal e Zircon e di 600 droni, durata diverse ore, che ha ucciso quattro persone e ne ha ferite oltre 80 tra Kiev ed altre zone del Paese. È uno dei bombardamenti più pesanti dall’inizio della guerra, aggravato dall’uso per la terza volta del missile ipersonico Oreshnik, la nuova arma a medio raggio dello zar che spaventa anche l’Europa: il razzo — che può trasportare testate nucleari — ha colpito Bila Tserkva, una città di 200mila abitanti a circa 60 km dalla periferia di Kyiv. Per ora il bilancio delle autorità locali parla di almeno due morti e 69 feriti nella capitale, e di altre due vittime e nove feriti nella regione di Kiev.

Bruxelles: nuovi aiuti

L’esibizione muscolare di Mosca, dopo le sempre più frequenti e umilianti incursioni dei droni ucraini anche in territorio russo, ha suscitato lo sdegno e la condanna dei vertici di Bruxelles e di vari leader europei, tra cui Giorgia Meloni, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. «Il massiccio attacco sferrato dalla Russia contro l’Ucraina la scorsa notte dimostra la brutalità del Cremlino e il suo disprezzo sia per la vita umana che per i negoziati di pace. Il terrore contro i civili non è segno di forza. È segno di disperazione. Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina», ha commentato su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, annunciando che sono in arrivo «ulteriori aiuti per potenziare i suoi sistemi di difesa». «La Russia, trovandosi in un vicolo cieco sul campo di battaglia, sta terrorizzando l’Ucraina con attacchi mirati ai centri urbani», le ha fatto eco l’alta rappresentante Ue Kaja Kallas, secondo cui l’uso dei missili Oreshnik «è una tattica politica intimidatoria e un gioco d’azzardo sconsiderato sul filo del rasoio nucleare». Come conseguenza, ha annunciato, questa settimana i ministri degli Esteri dell’Ue discuteranno «su come aumentare la pressione internazionale su Mosca». Anche il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha condannato «fermamente questa escalation sconsiderata», definendola «una dimostrazione spietata di brutalità rivolta contro i civili e le infrastrutture civili».

Meloni: ferma condanna

Sulla stessa linea vari leader europei, a partire da Giorgia Meloni: «Esprimo ferma condanna per il pesante attacco russo che ha colpito nuovamente le infrastrutture civili in Ucraina, con il progressivo innalzamento del livello degli armamenti utilizzati. La nostra solidarietà va alla popolazione ucraina, che da oltre quattro anni subisce le drammatiche conseguenze di questa guerra di aggressione. Continueremo a lavorare con determinazione insieme ai partner europei e internazionali per favorire il percorso verso una pace giusta e duratura». Macron e Merz hanno puntato il dito esplicitamente anche contro l’uso del missile Oreshnik, definendolo come un’ulteriore forma di escalation. «È importante che questo non resti senza conseguenze per la Russia», ha detto Volodymyr Zelenskyy su Telegram. «Servono decisioni — dagli Stati Uniti, dall’Europa e da altri», ha incalzato.

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