Diecimila euro che sarebbero dovuti servire a comprare 3 chili di hascisc, tripo Dry. Questo il bottino che, secondo la ricostruzione degli investigatori, i fratelli Gianmarco e Filippo Tunis (24 e 19 anni, di Pirri) e il quartese Daniel Campus (25 anni), volevano rapinare ai giovani finiti nella loro trappola, costata poi la vita a Leonardo Mocci, ucciso a Monserrato la notte tra mercoledì 22 aprile e giovedì 23, nel tentativo di soccorre l’amico che veniva malmenato dalla banda.
La trappola
Proseguono senza sosta le indagini dei Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cagliari, sotto la supervisione dei pubblici ministeri Enrico Lussu e Diana Lecca, ma nel frattempo emergono i dettagli della trappola che il gruppo di rapinatori avrebbe fatto ai due giovani, arrivati in piazza Settimio Severo a bordo della Fiat Panda di Mocci con i 10mila euro pattuiti per l’acquisto. A organizzare il tranello – sempre secondo la ricostruzione degli investigatori – sarebbero stati i fratelli Tunis e Campus, con il quale l’amico del muratore 23enne, rimasto poi ucciso, avrebbe concordato l’acquisto della droga ad un prezzo molto conveniente. Una volta arrivati in piazza, luogo deciso per lo scambio, la trappola sarebbe scattata nei pressi della palazzina la numero 3, dentro la quale i rapinatori si sarebbero nascosti.
Un quarto rapinatore
I carabinieri stanno ancora lavorando sul numero esatto dei malviventi: se uno dei tre potrebbe non aver partecipato materialmente all’aggressione ma solo alla trappola, tra quelli nascosti che sarebbero entrati in azione uno non sarebbe ancora indagato. Si attendono gli esiti delle analisi del Dna sui campioni prelevati nel luogo del delitto prima di avere anche il quarto nome indagato per omicidio. Sta di fatto che, quando l’amico di Mocci è sceso per lo scambio, sarebbe stato subito aggredito con calci e pugni, sotto la minaccia della pistola, venendo così costretto a consegnare i 10mila euro. Vedendo l’altro giovane in difficoltà, picchiato da tre persone, il muratore di Villacidro sarebbe sceso dall’auto, venendo subito sparato dal rapinatore che impugnava la pistola: una calibro 9. Un unico colpo che l’ha centrato dritto al cuore. L’altro ragazzo – originario pare di Serramanna – è poi scappato con la Fiat Panda del 23enne, lasciato in piazza agonizzante. A dare l’allarme, chiamando i soccorsi, sarebbero stati alcuni inquilini della palazzina che si erano svegliati con lo sparo. L’amico di Mocci, a quanto pare, avrebbe anche lasciato il veicolo in campagna, facendosi riaccompagnare a Monserrato da un altro ragazzo con l’intenzione di recuperare il muratore di Villacidro che, forse, pensava essere solamente ferito. In piazza Settimio Severo, però, c’erano già ambulanza e carabinieri, tutti in silenzio in attesa del magistrato di turno. Sull’asfalto il corpo dei Leonardo Mocci, ucciso senza pietà per rubare i 10mila euro e poi scappare.
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