Le testimonianze.

La telefonata concitata prima della tragedia Gli inquilini sotto choc 

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C’è chi dice di aver sentito, un’ora prima del ritrovamento del corpo senza vita di Florina Florea, una concitata telefonata della donna. Altri raccontano di un’animata discussione nell’appartamento dove la 66enne (avrebbe compiuto 67 anni il prossimo 28 aprile) viveva da circa un anno, ospite del proprietario, Mariano Pinna, indagato per omicidio. Di certo, in un mercoledì di metà aprile, tra sprazzi di sole e violenti acquazzoni, c’è lo stato di choc tra gli inquilini del complesso edilizio composto da tre palazzine e sei piani di via Logudoro a Is Corrias, Selargius, a ridosso della strada statale 554. «Siamo sconvolti», dicono due donne nel cortile interno, osservando la finestra, stretta e alta, del terzo piano della scala centrale: da lì è caduta Florea, morendo sul colpo.

I soccorsi

Il primo a notare il corpo è stato un infermiere che vive lì. È stato lui, verso le 19,50 di martedì 14, a chiamare subito 118 e Carabinieri: rientrato con l’auto, ha poi visto a terra la sagoma della donna. Era morta e non c’è stato niente da fare. «Da quel momento», spiegano le due inquiline, «è stato un continuo crescendo di presenze di forze dell’ordine, fino a tarda notte. C’erano pattuglie dei carabinieri da tutte le parti. Hanno chiuso il transito delle auto nel cortile interno, adibito a parcheggio per le nostre vetture. Ci hanno fatto delle domande. Poi sono arrivati anche i Ris».

Il ricordo

In pochi conoscevano la vittima. La vedevano ogni tanto uscire da casa con Pinna e rientrare con le buste della spesa. Frequentava quella casa da circa un anno. Mentre l’anziano è una persona presenza da quando è stato costruito l’edificio. Proprietario di alcuni terreni a Is Corrias, per l’edificazione del palazzo aveva ceduto parte delle sue aree per quattro appartamenti, poi rivenduti a parte quello dove vive. Nato a Portoscuso, ha lavorato nel Sulcis Iglesiente per molti anni. Poi il trasferimento nel Cagliaritano. Per diversi anni ha convissuto anche con un’altra donna, una ucraina. «Ha ospitato lei e anche diversi suoi familiari subito dopo lo scoppio della guerra tra Ucraina e Russia», ricordano ancora gli inquilini di via Logudoro. Poi la convivenza è finita. E da un anno ospitava Florea probabilmente in cambio di qualche aiuto in casa e per fare la spesa. «Signor Pinna», dice ancora chi abita nel palazzo, «da tempo non vedeva più bene e passeggiava sempre con un bastone. Un amico ogni tanto lo veniva a prendere e andavano a passeggiare nei boschi». Ipotesi omicidio? Nessuno vuole dire la sua. «Lasciamo lavorare gli inquirenti».

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