capodanno tragico

La strage dei giovanissimi Sei italiani ancora dispersi 

Rogo dalle candele pirotecniche sulle bottiglie di champagne Almeno 47 vittime, molte intrappolate nell’uscita angusta 
epa12620751 Police officers stand near a hearse in area where a fire broke out at the Le Constellation bar and lounge following an explosion in the early hours of New Year's Eve, in Crans-Montana, Switzerland, 01 January 2026. According to the police, several dozen people lost their lives in the fire and around one hundred people were also reported injured. EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

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Crans-Montana. Una serata di festa che si è trasformata in un incubo: decine di vite di ventenni, almeno 47, che si erano riuniti per salutare il nuovo anno, sono state spezzate in un incendio che in un attimo ha divorato un affollato bar nella lussuosa località sciistica svizzera di Crans-Montana, provocando anche un centinaio di feriti, molti dei quali in gravi condizioni.

Un rogo presumibilmente scatenato dalle candele scintillanti sulle bottiglie di champagne che hanno raggiunto il soffitto in legno. Scene di panico e terrore descritte dai testimoni, che hanno raccontato la fuga precipitosa verso l'esterno dei ragazzi, costretti a farsi largo per guadagnare l'unica uscita, una scala angusta, oppure rompendo delle finestre, mentre molti dei loro amici sono rimasti intrappolati. È un dramma che ha colpito anche l'Italia: 13 ragazzi sono finiti in ospedale, 5 con ustioni gravi, e altri 6 risultano dispersi. Tra l'angoscia della famiglie, in contatto costante con la Farnesina, l'ambasciata ed il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si recherà personalmente sul posto.

Aperta un’inchiesta

L'allerta è scattata all'1,30 di notte. La polizia cantonale del Vallese, nella Svizzera sudoccidentale, ha riferito di un «incendio di origine indeterminata scoppiato nel bar Le Constellation di Crans-Montana», di proprietà di una coppia francese, frequentato da molti turisti. Già i primi bollettini hanno dato l'idea della portata dell'incidente: «Si presume che diverse decine di persone siano morte», le parole delle forze dell'ordine nella prima conferenza stampa, a cui sono seguiti aggiornamenti che hanno portato il bilancio ad almeno 47 vittime e 112 feriti.

Incidente, appunto, perché sin da subito le autorità cantonali hanno escluso un attacco terroristico. L'incendio è scoppiato nel piano sotterraneo del bar e si sarebbe esteso in una dinamica da “flashover”: ossia il passaggio repentino da un rogo localizzato a uno generalizzato, con il calore che si accumula sotto il soffitto e i gas di combustione che si diffondono nello spazio e la temperatura che sale molto rapidamente.

Per fare luce sulla possibile causa è stata aperta un'inchiesta, ma diversi resoconti di testimoni oculari puntano in un'unica direzione: candele accese attaccate a bottiglie tenute in alto da qualcuno appollaiato sulle spalle di qualcun altro hanno causato l'incendio toccando il soffitto. Da tutta la regione sono state inviate 42 ambulanze, 13 elicotteri e tre camion di soccorso. La Commissione Ue ha attivato il Meccanismo di protezione civile, attraverso il quale qualsiasi Paese del mondo può richiedere assistenza a Bruxelles quando le sue capacità di risposta risultano sopraffatte da un'emergenza impossibile da fronteggiare.

L’intervento dell’Italia

Nel frattempo tra i primi Paesi a mobilitarsi c'è stata l'Italia. Tajani, in costante contatto con la premier Meloni, ha sentito il ministero degli Esteri e il presidente federale, mentre la protezione civile della Val d'Aosta e le regioni Piemonte e Lombardia hanno dato la disponibilità dei loro ospedali. Subito è scattata l'allerta per possibili connazionali coinvolti, e con il passare delle ore i timori sono stati confermati. Riguardo ai feriti, l'ultimo bilancio diffuso in serata è di 13 ragazzi ricoverati in ospedale: 2 sedicenni e una ragazza di 30 anni sono stati trasferiti al Niguarda di Milano, con ustioni sul 30-40% del corpo, mentre altri due in condizioni ancora più gravi sono rimasti ricoverati in Svizzera perché non trasportabili. Sono a Berna e a Zurigo, dove una 16enne è in coma.

Volti irriconoscibili

L'ansia era cresciuta anche per la notizia che altri 16 italiani risultassero dispersi, ma poi il bilancio è stato ridotto a 6. Sul campo la situazione viene gestita in prima persona dall'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, mentre Tajani ha disposto l'allestimento di una piccola unità di crisi del consolato di Ginevra «per rispondere alle domande dei connazionali e per assistenza». La Lombardia manderà «un team di esperti in grandi ustioni che gireranno tutti gli ospedali della Svizzera, per controllare tutti i nostri connazionali»: lo ha annunciato Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare.

Si annunciano però diversi giorni di passione in Svizzera. La procuratrice generale del canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha dichiarato che sono state mobilitate risorse significative «per identificare le vittime e restituire i loro corpi alle famiglie il più rapidamente possibile», ma ha sottolineato che questo processo richiederà tempo, proprio per la gravità delle ustioni e i corpi completamente carbonizzati. E tutta la Confederazione guarda all'evoluzione degli eventi in uno stato di shock: «È una delle peggiori tragedie che abbiamo mai vissuto», le parole del presidente Guy Parmelin, che ha ricevuto tra gli altri il messaggio di cordoglio di Sergio Mattarella.

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