Viabilità.

La statale del segnale perduto 

La 389 non ha copertura telefonica: «Una condizione inaccettabile» 

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Servirebbe tanta banda e poca latenza. Non si parla di rapine, ma di mancanze. Sulla statale 389, nel tratto tra Nuoro e Lanusei, per lunghi tratti le auto inseguono un segnale intangibile. Scarso, labile, del tutto assente. Si viaggia off-line, fuori linea, isolati. Una condizione utile per gli assalti ai portavalori, non ai pendolari su un’arteria densa di pericoli, temibile per ghiaccio, neve, mucche (bestie intoccabili che manco in India) ungulati e altre creature del Signore. Aspettando il 6G con i suoi rimbalzi intelligenti grazie a superfici configurabili, gli automobilisti devono attendere il momento buono per chiamare. Telefono casa, diceva Et. Forse servirebbero gli scienziati di Einstein telescope per collegare con il www le strade ai piedi del Gennargentu. O forse no.

Il nodo

«È un problema legato all’orografia del territorio per ovviare al quale in primis servono strutture di servizio elettrico. Gli operatori non hanno interesse economico in quanto non ci sono numeri per fare business. Quindi servirebbe un intervento della Regione». Parola di Maurizio Murroni, docente di xG Mobile Networks alla facoltà di Ingegneria elettronica, informatica e telecomunicazioni dell’Università di Cagliari. In un prossimo futuro un drone potrebbe garantire copertura in alcune zone, assicurando un segnale forte e pochi ritardi (la latenza). Daniela Falconi, presidente Anci e sindaca di Fonni, chiede da tempo pari diritti alla comunicazione: «L’assenza totale di segnale telefonico lungo la strada statale 389, per un tratto di circa 100 chilometri, è una condizione che si verifica ogni giorno ed è oggettivamente inaccettabile. C’è un problema economico, ma soprattutto un problema di sicurezza. L’assenza di copertura telefonica rende estremamente difficili le comunicazioni e le eventuali richieste di soccorso lungo un tratto di strada così esteso. È inaccettabile».

Gallerie off line

Altra iattura di grande importanza è l’assenza di segnale nelle tante gallerie che costellano il percorso dall’Ogliastra verso Cagliari, sull’Orientale Sarda. Molto difficile riuscire a terminare una conversazione se non nel tratto privo di viadotti, che ricoprono una superficie rilevante della strada, cordone ombelicale verso Cagliari. Il sindaco di Bari Sardo Ivan Mameli ha scritto una lettera a prefettura, Anas e operatori telefonici per chiedere giustizia. Vi si legge: «Considerata la rilevanza strategica e l’alto volume di traffico vogliate fornire informazioni sullo stato di avanzamento delle attività, quale possa essere il crono-programma degli interventi previsti e le tempistiche certe per la risoluzione del problema».

In questo caso la soluzione è più immediata e sostenibile: «Questo tipo di problema si può risolvere con un antenna, un ripetitore 5G o 6G», osserva Murroni. Nello svariato campionario degli utenti della 389 le mandrie di mucche al pascolo sulla carreggiata sembrano le uniche a non risentire del gap digitale. Ma è solo questione di tempo.

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