Sassari.

La speranza del centro si chiama legalità  

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La simultaneità degli opposti. A San Donato, in centro storico, procedono parallele rigenerazione e degrado. Come osservato due giorni fa in via Fontana quando si è tenuta la “Giornata della Legalità”, promossa dalla polizia locale e con protagonisti 250 bambini, mentre a pochi metri di distanza, in via Mastino, le comparse in pianta stabile erano sangue e siringhe. Testimonianze del consumo di eroina che affligge tante persone in città, una delle quali deceduta nei giorni scorsi.

Il futuro e l’eterno presente della tossicodipendenza convivono in spazi ridotti dove il secondo prolifera accresciuto dai prezzi “popolari”. «Un grammo viene venduto a 50 euro e la dose media pesa più o meno un quarto di grammo», riferisce Marco Ladu, referente del Centro di Accoglienza dell'associazione Mondo X Sardegna, da sempre impegnata nel recupero dei tossicodipendenti. E negli ultimi tempi una bustina viene venduta ad appena 5 euro, insidiosa esca gravida di rischi per chi l’assume. E pericolosa è anche la situazione nel limitrofo corso Vico in cui, martedì scorso, ignoti hanno imbrattato di vernice rossa le panchine. Un atto vandalico che, a sentire chi vive l’area, sarebbe anche un avvertimento verso chi, di solito, le occupa, dagli spacciatori agli extracomunitari sgraditi. In questo tessuto umano, alquanto sfibrato, c’è chi tenta una ricucitura come don Emanuele Piredda, parroco di San Donato e San Sisto. «Cerchiamo di ricostruire, anche con chi non crede – afferma – Qui vedo tanta voglia di riscattarsi». Che coabita con coloro che sembrano essersi arresi, due facce del complesso mondo del centro storico. (e.fl.)

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